martedì 28 febbraio | 02:47
pubblicato il 12/gen/2012 05:10

Bce/ Oggi primo direttorio 2011, resta tensione banche e bond

Si valuterà mega prestito erogato alle banche, tassi attesi fermi

Bce/ Oggi primo direttorio 2011, resta tensione banche e bond

Roma, 12 gen. (askanews) - Con l'area euro che resta intrappolata nella crisi sui debiti pubblici oggi a Francoforte tornano a riunirsi i banchieri centrali, al primo Consiglio direttivo dell'anno che a detta degli analisti dovrebbe riservare meno sorprese degli ultimi due del 2010. Con l'arrivo di Mario Draghi alla presidenza, a inizio novembre, la Bce ha prima immediatamente invertito la rotta sui tassi di interesse procedendo ad un taglio, che è stato seguito da una ulteriore riduzione a dicembre con cui il costo del danaro dell'area valutaria è tornato al minimo storico dell'1 per cento. Così è stata totalmente cancellata la manovra rialzista operata nella scorsa primavera, ma date le elevate tensioni dei mercati le manovre della Bce non si sono fermate qui. Anzi il provvedimento più energico è stato quello di lanciare, sempre a dicembre, nuovi rifinaziamenti agevolati a favore delle banche, su periodi ultra prolungati: tre anni. E alla prima tornata di queste operazioni, il mese scorso, la Bce ha rifornito di quasi 500 miliardi di euro il sistema creditizio. La riunione di domani sarà una prima occasione per valutare queste operazioni, che hanno il dichiarato obiettivo di evitare un prosciugamento dei prestiti bancari a imprese e famiglie. Non molto rassicuranti sono i dati sui depositi che le banche commerciali tengono parcheggiati presso la Bce, piuttosto che impegnarli su altri fronti. Per quanto scarsamente retribuiti (appena lo 0,25 per cento), questi fondi continuano a stabilire massimi storici, tra negli ultimi due giorni a oltre 481 miliardi di euro, guarda caso molto vicini ai 489 mld concessi dalla Bce nel primo rifinanziamento triennale. Intanto da settimane si è ricreato una sorta di circolo vizioso tra le tensioni che investono i bond governativi e le quotazioni in Borsa delle banche, tra i principali detentori di queste emissioni. Gli indebolimenti di un comparto tendono a pesare sull'altro e viceversa, in una spirale che a volte sembra autoalimentarsi.

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