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pubblicato il 13/feb/2014 13:55

Bce: Italia male su lavoro ai giovani, meglio su debito imprese (punto)

Bce: Italia male su lavoro ai giovani, meglio su debito imprese (punto)

(ASCA) - Roma, 13 feb 2014 - Il Bollettino di febbraio della Bce, oltre a presentare l'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche emerse dal consueto sondaggio tra gli economisti delle principali istituzioni della Ue, si e' soffermato su due temi caldi del momento: disoccupazione giovanile e debito delle imprese.

Le previsioni su alcune grandezze reali e nominali dell'economia dell'Eurozona non hanno riservato particolari sorprese: invariate le attese sul Pil 2014 (+1,0%) e su quello del 2015 (+1,5%), mentre per il 2016 si prevede +1,7%.

Revisione al ribasso sull'inflazione: per il 2014 si scende da 1,5% a 1,1%, per il 2015 all'1,4% dall'1,6%. Invariata la previsione sul tasso di disoccupazione nel 2014 a 12,1%, rivisto al rialzo il dato per il 2015, che passa da +11,6% a +11,7%, mentre per l'anno successivo e' previsto un ridimensionamento all'11,2%. Dentro questo numeri aggregati del mercato del lavoro, si nasconde il dramma della disoccupazione giovanile. ''Dall'avvio della crisi finanziaria il tasso di disoccupazione giovanile, definito come il rapporto tra il numero dei giovani disoccupati (di eta' compresa fra i 15 e i 24 anni) e la forza lavoro nella stessa fascia d'eta', ha registrato un aumento considerevole nell'area dell'euro, dal 15 per cento circa nel 2007 al 24 per cento nel 2013'', scrive l'Eurotower. In Italia la disoccupazione giovanile sfiora il 40%, stanno peggio solo Spagna e Grecia. Ancor piu' interessanti i numeri sui giovani inattivi, persone non occupate ne' impegnati in percorsi di istruzione o formazione professionale. Si tratta di categoria talvolta definita come quella degli ''scoraggiati''. Nell'Eurozona, il primato negativo spetta al Belpaese dove la percentuale complessiva di questa categoria di giovani, supera il 20%, poi Spagna e Irlanda poco sotto il 20%.

L'analisi dell'Eurotower si e' poi soffermata sull'evoluzione del debito delle imprese. Se l'Italia presenta uno dei piu' elevati rapporti tra debito pubblico e Pil dell'Eurozona, che viaggia intorno al 133% (peggio sta solo la Grecia), le imprese tricolori, pur ampiamente dipendenti dal credito bancario, in particolare le medio-piccole, presentano un debito in rapporto al Pil tra i piu' bassi dell'Unione monetaria.

Il rapporto debito/pil delle imprese dell'Eurozona in aumento (oltre il 160%) fino al 2011 ha proseguito la sua correzione scendendo alla fine del 2013 verso una media del 150%. Tra le piu' indebitate rispetto al Pil ci sono le imprese irlandesi, il rapporto supera il 200%, e quelle belghe di poco sotto il 200%, seguone le cipriote e le portoghesi.

Le imprese italiane mantengono un rapporto debito/pil inferiore al 100%, in calo dal picco della crisi, e ben al di sotto della media dell'Eurozona. Meglio stanno solo le imprese tedesche, greche e slovacche. Difficile dire se questo basso livello di indebitamento sia anche legato a difficolta' di accesso al credito, anche perche' tra le imprese virtuose figurano quelle di paesi, senza credit crunch, come la Germania e altre di paesi, quali la Grecia, dove il razionamento del credito e' stato piuttosto marcato, lo stesso si puo' dire per l'Italia. Un indizio in tal senso potrebbe essere ricercato nei numeri che la Bce forni' nel Bollettino di febbraio del 2012, quando la situazione economica del BelPaese non aveva ancora toccato il fondo.

L'analisi dell'Eurotower si era soffermata sull'evoluzione del rapporto tra il debito (tutti i prestiti, i titoli di debito e le riserve dei fondi pensione) e le attivita' finanziarie (circolante e depositi, crediti, titoli, altri conti attivi e riserve tecniche di assicurazione) delle piccole e medie imprese dell'Eurozona. Un rapporto rimasto sostanzialmente stabile in Francia e Germania e in crescita in Spagna e in Italia. Dai numeri, che abbracciavano un periodo dal 2000 al primo semestre del 2011, si notava come questo rapporto fosse salito nell'Eurozona dal 45% a ridosso del 60%.

In particolare in Spagna dal 40% al 70, in Italia dal 60% a quasi il 100%, in pratica le imprese tricolori avevano quasi esaurito le garanzie con cui avere accesso al credito.

Insomma il rapporto debito/pil delle imprese tricolori inferiore alle media dell'Eurozona e' una buona notizia, piu' difficile capire se si tratti di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

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