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pubblicato il 23/ott/2013 18:01

Bce: fissata Road Map per ripristinare fiducia su banche Eurozona

(ASCA) - Roma, 23 ott - La Road Map per ripristinare la fiducia degli investitori e dei risparmiatori nelle banche dell'Eurozona ha tempi certi, snocciolati oggi dalla Bce. L'analisi complessiva sullo stato di salute delle banche dell'area euro verra' avviata dalla Bce, in cooperazione con le autorita' nazionali di vigilanza, a partire dal prossimo mese di novembre.

Sulla base della dimensione dei bilanci al 31/12/2012 sono state selezionate circa 130 banche, di cui 15 italiane. Si tratta di Banca Carige, Mps, Creval, Bper, Bpm, Popolare Sondrio, Popolare Vicenza, Banco Popolare, Credem, Iccrea, Intesa SanPaolo, Mediobanca, Unicredit, Ubi Banca, Veneto Banca. Le 130 banche selezionate non necessariamente finiranno tutte sotto la vigilanza della Bce, in quanto l'analisi, condotta sulla base dei risultati di bilancio al 31/12/2013, si concludera' nell'ottobre del 2014. Molte cose potrebbero cambiare, a partire dalla stessa dimensione dei bilanci, sia per effetto del deleveraging e sia per effetto di fusioni.

Per cui potrebbero poi finire sotto l'ala di Francoforte nomi oggi assenti, come potrebbero uscire dalla lista alcuni dei nomi gia' presenti. Il campione sotto esame e' comunque significativo in quanto rappresenta l'85% del sistema bancario dell'Eurozona e consentira' alla Bce di avere uno screening accurato del settore prima di assumere, nel novembre 2014, la vigilanza bancaria sui principali gruppi bancari.

Il processo avviato dalla Bce si compone di tre elementi: analisi di natura qualitativa e quantitativa sui rischi, sulla posizione di liquidita', sul grado di leva e sulla raccolta; revisione della qualita' degli attivi per migliorarne la trasparenza e l'adeguatezza, la valutazione delle garanzie e il livello degli accantonamenti; stress test su scala europea e non limitati allo sola Eurozona, in collaborazione con l'Eba, l'autorita'europea per la regolamentazione bancaria, dove verranno esaminate le capacita' di resistenza degli istituti di credito a situazioni avverse, ancora da definire.

Il parametro di riferimento per determinare l'esistenza o meno di un deficit patrimoniale sara' il Common Equity Tier 1, non dovra' scendere sotto l'8% dell'attivo ponderato per il rischio. Si tratta di una definizione leggermente piu' restrittiva di quella adottata dall'Eba (Core Tier 1) che, pero' al pari delle definizione Eba, non esclude, per le banche che stanno in piedi ma prive di accesso al mercato dei capitali, di colmare il deficit patrimoniale con all'aiuto statale. Questo punto e' stato sottolineato piu' volte dallo stesso presidente della Bce, Mario Draghi. Senza la presenza di un paracadute pubblico pronto ad aprirsi, il cosiddetto ''backstop'', banche sane ma sottocapitalizzate potrebbero subire gravi danni reputazionali capaci anche di alimentare ingiustificate fughe dei depositanti.

Trattandosi di un esame complessivo che interessa sistemi bancari molto differenti, particolare attenzione e' stata dedicata a limare alcune anomalie nel trattamento regolamentare alcune attivita'.

In Italia la vigilanza bancaria sui prestiti e' molto rigorosa, per esempio un credito non rimborsato, finisce in sofferenza, anche se assistito da garanzie reali, cosa che non avviene in altri paesi. C'e' poi il problema del Level 3, i cosiddetti prodotti derivati e strutturati del credito per i quali non esiste un mercato che ne valuti il loro reale valore, ma ci si affida a modelli interni estremamente discrezionali, un fenomeno poco rilevante nei bilanci della banche italiane, ma molto significativo per altre banche dell'Eurozona. Su questi due punti e' stato raggiunto un accordo che omogeneizza le definizioni, c'e' ora da sperare che queste definizioni vengano effettivamente applicate in modo omogeneo lasciando poco spazio alle interpretazioni discrezionali. ''Credo che occorrera' andare in tutte le banche in Europa per esaminarle con gli stessi criteri e questo e' quello che sara' fatto'', ha spiegato oggi il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, a Palazzo Altieri, a margine della presentazione del libro su Paolo Baffi 'Parola di governatore'.

men/mau

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