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pubblicato il 06/feb/2014 16:46

Bce: Draghi sposa strategia di attesa. Deflazione rischio remoto

Bce: Draghi sposa strategia di attesa. Deflazione rischio remoto

(ASCA) - Roma, 6 feb 2014 - Chi si aspettava novita' dalla Bce e' rimasto deluso. Il costo del denaro resta inchiodato all0 0,25%, il minimo storico, e nessun misura addizionale di stimolo monetario e' stata annunciato. Un copione comunque scontato, a novembre, appena due mesi fa, erano stati tagliati i tassi di interesse e prolungate alcune operazioni di rifinanziamento a tre mesi del sistema bancario dell'Eurozona. Immutato anche il mantra del presidente della Bce, Mario Draghi ''ripresa in corso ma debole, rischi al ribasso sulla crescita, inflazione destinata a rimanere bassa per un prolungato periodo di tempo, pronti ad agire se necessario con tutti gli strumenti disponibili''. Al momento dunque e' prevalsa una strategia di attesa, saranno i prossimi dati economici a fornire indicazioni utili su quando e come, eventualmente, agire. Nel corso della conferenza stampa uno dei piatti forti e' stato, a fronte di una dinamica debolissima dell'inflazione, sotto l'1% e ben lontana dall'obiettivo di stabilita' di medio termine fissato intorno al 2%, il pericolo della deflazione. ''Nessuna deflazione. Non vediamo molto analogie con la situazione del Giappone negli anni 90. Certo e' vero che gli aggiustamenti sono piu' difficili con l'inflazione bassa'' ha rassicurato Draghi, ribadendo comunque di essere pronto all'azione. Peraltro la deflazione sarebbe una vera jattura per paesi dell'Eurozona con elevato debito pubblico, tra i quali c'e' l'Italia. La minore crescita del Pil nominale, se non addirittura una sua retromarcia, potrebbe far aumentare ulteriormente il rapporto debito/Pil. La deflazione e' infatti il nemico numero uno dei grandi debitori. Interessante la risposta di Draghi a chi chiedeva se tra gli strumenti a disposizione della Bce ci fosse anche quello di comprare azioni. Una misura utilizzata sia dalla Banca centrale svizzera e, in modo piu' estensivo dalle banche centrali del Far East come strumento di allentamento quantitativo per abbassare il costo del capitale delle imprese. ''Al momento non abbiamo discusso se comprare azioni'' ha risposto il numero uno della Bce, senza fornire indicazioni sulle eventuale incompatibilita' di questo strumento con i trattati dell'Unione monetaria. Quello che e' certo che i Trattati vietano di finanziare il debito pubblico dei paesi membri attraverso acquisti di titoli di stato, che non siano sterilizzati (Securities Market Programme della Bce) o sottoposti a condizionalita' (Outright Monetary Transactions della Bce), ma nulla dicono sulle azioni. men/gbt

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