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pubblicato il 17/mag/2011 09:05

Bce/ Draghi presidente, oggi designazione formale dall'Ecofin

La francese Lagarde invita Bini Smaghi a lasciare il Board

Bce/ Draghi presidente, oggi designazione formale dall'Ecofin

Bruxelles, 17 mag. (askanews) - Non ci sono più ostacoli per la nomina del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, come successore di Jean-Claude Trichet alla guida della Banca centrale europea. Con la sua designazione all'unanimità da parte dei ministri delle finanze dell'Eurozona, nella riunione dell'eurogruppo ieri sera a Bruxelles, restano solo poche tappe da superare, praticamente delle formalità, per arrivare all'Eurotower di Francoforte per il passaggio di consegne con Trichet, il primo novembre. La prima, oggi stesso e sempre a Bruxelles, con la notifica della designazione che verrà formalizzata da parte dell'Ecofin (l'eurogruppo è una riunione informale e non puo' prendere decisioni con effetto giuridico). Partirà quindi la procedura di consultazione del Parlamento europeo e della stessa Bce, prima di far approdare la candidatura unica di Draghi sul tavolo dei capi di Stato e di governo al Consiglio europeo del 24 marzo. A parte il sostegno scontato dell'Eurotower che andrà a presiedere, l'attuale governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board si sottoporrà alle domande, scritte e orali, dell'Europarlamento, in un'audizione della commissione Affari economici e monetari che si annuncia come un'occasione di conferma del suo profilo di candidato ideale. Dopo l'approvazione definitiva del Consiglio europeo (con voto a maggioranza qualificata dei soli Stati membri dell'Eurozona), Draghi sarà nominato formalmente a luglio. Il problema che resta da risolvere, ora, riguarda l'attuale membro italiano del Board della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, che ieri ha ricordato come il suo mandato scada nel 2013, dicendosi intenzionato a portarlo a termine. Bini Smaghi è uno dei candidati più accreditati alla successione di Draghi come governatore di Bankitalia, ma non c'è niente di sicuro, vista la concorrenza di altri candidati altrettanto forti. Con una certa durezza (considerando che la Bce è un organismo orgogliosamente indipendente dai governi), il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde l'ha invitato a fare un gesto "elegante", andandosene. Al vertice bilaterale di Roma del 24 aprile tra Sarkozy e Berlusconi, ha ricordato Lagarde parlando con la stampa alla fine dell'eurogruppo, "era stato evocato il punto della partecipazione di un francese (dopo la fine del mandato di Trichet, ndr) al board della Bce, possibilmente al posto di un italiano: non è per niente logico - ha osservato il ministro francese - avere nel Baord due membri della stessa nazionalità. E' logico, invece, che uno dei due, evidentemente non il presidente appena designato, lasci elegantemente il posto" (Segue)

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