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pubblicato il 03/dic/2015 11:00

Bce, atteso taglio su tassi depositi e annunci Draghi su Qe

Alle 13 e 45 decisioni costo danaro alle 14 e 30 conf stampa

Bce, atteso taglio su tassi depositi e annunci Draghi su Qe

Roma, 3 dic. (askanews) - Mario Draghi si appresta a scoprire le sue carte. Dopo mesi di preparativi, l'istituzione monetaria sembra pronta al più volte evocato potenziamento degli stimoli all'economia. L'attesa prevalente è che proceda con un mix di misure, che dovrebbero includere un rafforzamento degli acquisti di titoli, un eventuale ampliamento delle emissioni coinvolte e una ulteriore riduzione dei tassi sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso la Bce, che sono già ad un valore negativo e pari al meno 0,20 per cento.

Le decisioni sui tassi verranno comunicate alle 13 e 45, e a parte la questione dei depositi non sono attese variazioni al riferimento sui rifinanziamenti principali (0,05%) e a quello sulle operazioni di rifinanziamento marginali (0,30%). Alle 14 e 30 Draghi terrà la consueta conferenza stampa esplicativa, ed è a quel punto che dovrebbero essere annunciate le misure più attese. Il presidente illustrerà anche le nuove previsioni di crescita e inflazione. In attesa degli annunci l'euro è tornato a calare, a 1,0562 dollari a metà mattina.

Il rafforzamento degli stimoli potrebbe incontrare alcune resistenze in seno al direttorio, a fronte di un quadro economico che fornisce segnali contrastanti. Ad una probabile maggioranza di "colombe" favorevoli potrebbe opporsi una fronda di "falchi" dei paesi nordici. E difficilmente si riuscirà a procedere con un voto unanime. Le discussioni tra banchieri centrali inizieranno stasera, con la cena informale alla vigilia del Consiglio.

Ma gli ultimissimi dati hanno mosso il "bilancino" dei rischi nell'area che rafforza le argomentazioni delle colombe. La ripresa di slancio delle imprese dell'area euro si è confermata, ma leggermente meno netta di quanto inizialmente indicato secondo i dati definitivi dell'indice dei responsabili degli appovvigionamenti diffuso oggi.

E ieri Eurostat ha riportato un valore di inflazione media leggermente più debole del previsto: 0,1 per cento a novembre. La revisione all'attuale programma di acquisti è stata già battezzata "Qe2", acronimo di quantitative easing, e formalmente viene giustificata proprio con la necessità di velocizzare il ritorno del caro vita a valori accettabili. I trattati europei affidano alla Bce il compito formale di garantire la stabilità dei prezzi. A livello pratico l'istituzione quantifica questo obiettivo con una inflazione che sul medio periodo risulti inferiore ma vicina al 2 per cento.

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