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pubblicato il 05/dic/2013 18:07

Bce: alza stime su crescita economica 2014, ma pronta ad agire

Bce: alza stime su crescita economica 2014, ma pronta ad agire

(ASCA) - Roma, 5 dic - La Bce ha lasciato il costo del denaro invariato allo 0,25%, il minimo storico. Uno sbocco ampiamente scontato dopo la sforbiciata decisa a novembre, tanto che nella riunione odierna della Banca centrale europea non e' emersa ''nessuna proposta di tagliare i tassi di interesse'', ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, nel corso della conferenza stampa. Uno dei piatti forti dell'odierno incontro con la stampa era l'aggiornamento delle previsioni economiche sull'Eurozona. Lo staff della Bce ha confermato per il 2013 una previsione del Pil pari a -0,4%, revisione al rialzo per il Pil del 2014 a +1,1% da +1,0%, formulato nella previsione delle scorso settembre. Diffusa anche la prima previsione per il Pil 2015 a +1,5%. Limate al ribasso le previsioni sull'inflazione (1,4% nel 2013, 1,1% nel 2014). La dinamica dei prezzi al consumo appare ''destinata a rimanere bassa per un prolungato periodo di tempo'', ha sottolineato Draghi. Uno scenario che consentira' alla politica monetaria di ''rimanere accomodante'' anche per accompagnare una ripresa economica che resta ''lenta''. Ci sara' bisogno di nuovi stimoli monetari? Una domanda alla quale Draghi ha risposto su due piani: quello della comunicazione e quello della strumentazione. Sul piano comunicativo, ''il messaggio odierno e' che siamo pronti e capaci ad agire''; sul piano delle strumentazione, ''non abbiamo discusso di uno specifico strumento, ne abbiamo diversi''. E tra questi Draghi non ha escluso, ove fosse necessario, anche un nuovo Ltro, i prestiti triennali della Bce alle banche dell'area euro (gia' 1000 miliardi). Misure che hanno ''avuto successo, riducendo la frammentazione dei mercati finanziari'' dell'Eurozona, ma che non potranno piu' essere utilizzati dalle banche ''come forma di sussidio per rafforzare il patrimonio'', come accaduto con il primo Ltro di fine dicembre 2011, oppure, nel caso delle banche dei paesi periferici dell'Eurozona, per acquistare titoli di Stato per rimpiazzare la caduta di domanda derivante dalla fuga dei capitali esteri. Questa volta, nel caso di nuovi prestiti triennali alle banche, i soldi dovranno essere ''assicurati all'economia reale'', insomma trasformarsi in prestiti ad imprese e famiglie. Qui Draghi e' sembrato guardare alle misure della Banca di Inghilterra che lega l'accesso crescente delle banche ai suoi prestiti all'aumento del credito fornito dalle stesse banche all'economia reale. men/sam/

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