lunedì 16 gennaio | 12:13
pubblicato il 14/giu/2013 11:36

Bankitalia/Campania: nel 2012 recessione piu' intensa di media italiana

(ASCA) - Napoli, 14 giu - La Campania raggiunge il quinto anno di recessione con un calo del Pil pari al -2,6% rispetto alla media italiana (anno 2012) del -2,4%. E' quanto emerge dal Rapporto di Bankitalia sull'economia della Campania presentato oggi presso il Complesso monumentale di Santa Chiara. Il rapporto individua ''intense riduzioni sia nei flussi di produzione e di investimento'' sia rispetto a una ''diffusione delle crisi di impresa. In particolare, nell'ultimo quinquennio (tra il 2008 e il 2012) sono 8.400 imprese uscite dal mercato ogni anno. Il che, in termini di fatturato, viene stimato intorno al 10% del peso sull'economia regionale delle imprese. In ambito industriale il rapporto rileva ''un'elevata dispersione di performance settoriali e territoriali. Poche le realta' che hanno superato i livelli di attivita' precedenti la crisi. Meno sfavorevole l'andamento delle aziende manifatturiere che si sono dotate di strategie di internazionalizzazione. Un settore, questo, che in Campania resta comunque condizionato dalla scarsa capacita' di innovare prodotti, processi produttivi, assetti organizzativi e gestionali. Registrano ancora il segno meno le attivita' dell'edilizia e del commercio. Male i consumi calati, secondo il rapporto di Bankitalia, a livello di 15 anni fa. Sul fronte dell'occupazione il 2012 rileva una piccola crescita (rispetto al calo piu' intenso registrato nel periodo 2007-2011) che resta a ritmi insufficienti. Mentre, si registra un contemporaneo incremento nel numero di persone in cerca di lavoro. Persiste il gap con il resto del paese rispetto alla retribuzione oraria netta dei lavoratori dipendenti che e' di circa il 6% inferiore sulla media nazionale. Rimane restrittiva l'offerta di credito ostacolata, sostanzialmente, dall'elevata diffusione di insolvenze. E' invece, tornata a crescere la raccolta bancaria effettuata presso le famiglie e le imprese residenti in Regione, favorita anche dalle maggiori remunerazioni dei depositi a scadenza protratta e dalla componente obbligazionaria. Significante il dato sul ricorso alla leva fiscale che in Campania resta elevato. Questo perche' le amministrazioni locali sono impegnate in politiche di riduzione del debito accumulato negli anni passati. dqu/res/bra

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