venerdì 09 dicembre | 21:13
pubblicato il 12/nov/2013 16:13

Bankitalia: Umbria, peggiora qualita' credito. Imprese piu' ottimiste

Bankitalia: Umbria, peggiora qualita' credito. Imprese piu' ottimiste

(ASCA) - Roma, 12 nov - Peggiora la qualita' del credito in Umbria, anche se le imprese sono piu' ottimiste sul fatturato e il tasso di disoccupazione supera il 10%. E' quanto si legge nell'Aggiornamento alla Congiuntura economica dell'Umbria messo a punto dalla Banca d'Italia. Nel corso del 2013 l'attivita' economica regionale si e' mantenuta debole, risentendo soprattutto del prolungato calo della domanda interna; al netto del settore dei metalli, le cui vendite risentono fortemente di operazioni infragruppo legate all'acciaieria di Terni, la domanda estera ha invece fornito un contributo positivo. In base all'indagine della Banca d'Italia, le imprese che hanno registrato una flessione del fatturato nei primi nove mesi dell'anno prevalgono nettamente su chi ha conseguito un aumento, senza significative differenze tra settori. In una situazione di incertezza sull'evoluzione del quadro macroeconomico, gli investimenti non hanno mostrato segnali di ripresa rispetto ai livelli, gia' modesti, dello scorso anno. A partire dal terzo trimestre, il calo dell'attivita' si e' attenuato e le indicazioni fornite dalle imprese si sono orientate a un moderato ottimismo circa l'andamento in prospettiva della produzione e del fatturato.

Nella media del primo semestre dell'anno il numero di occupati si e' ridotto (-1,2 per cento). Le persone in cerca di occupazione sono aumentate di circa 4 mila unita'; il tasso di disoccupazione ha raggiunto il livello piu' alto degli ultimi venti anni al 10,4 per cento (18,5 nella fascia di eta' 15-34 anni).

Nel primo semestre dell'anno si e' intensificata la contrazione dei finanziamenti. Il prolungarsi della recessione si e' riflesso sulla domanda di prestiti, che continua a essere debole, e sulla qualita' del credito, ulteriormente peggiorata. A tale situazione si e' associato un orientamento dell'offerta ancora improntato alla cautela, soprattutto nei confronti delle imprese. La flessione dei prestiti e' stata piu' consistente per gli intermediari appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali, ma ha iniziato a interessare anche quelli di minore dimensione. La raccolta al dettaglio ha rallentato in relazione al calo della componente obbligazionaria.

ram

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