lunedì 23 gennaio | 22:26
pubblicato il 15/gen/2014 16:54

Bankitalia: Rossi, per gestione crisi bancarie serve backstop europeo

(ASCA) - Roma, 15 gen 2014 - Nell'ambito del processo di unione bancaria europea i ''nodi centrali restano il bail-in dei creditori e il backstop pubblico all'interno del meccanismo di risoluzione delle banche'', cosi' il Salvatore Rossi, Direttore generale della Banca d'Italia, nel suo interventio ''Verso l'unione bancaria europea: in fondo a una strada lunga e tortuosa'' tenuto all'Universita' degli studi di Modena e Reggio Emilia in occasione del convegno in onore di Marco Onado.

''Se correttamente disegnata e attuata, la previsione di chiamare anche i creditori privati (diversi, ovviamente, dai depositanti) a sostenere le perdite connesse con la crisi e' sicuramente in grado di accrescere la disciplina di mercato sull'attivita' delle banche e dei loro manager, rendendola complementare all'attivita' di vigilanza.

Non va tuttavia ignorato il trade-off tra responsabilita' dei singoli e stabilita' del sistema. E' questo che giustifica la presenza di un backstop pubblico. Perche' il meccanismo di risoluzione delle crisi sia credibile ed efficace il backstop deve essere europeo, forte, da attivare prontamente (nello spazio di poche ore) per preservare la stabilita' finanziaria anche nei casi in cui sia necessaria la liquidazione di un grande intermediario. Le procedure al momento previste appaiono molto complesse, coinvolgono un gran numero di autorita', potrebbero mostrare difficolta' di funzionamento'' ha spiegato Rossi.

Per il Dg della Banca d'Italia ''la promessa politica che il denaro dei contribuenti non sara' mai piu' utilizzato per salvare banche ''too big to fail'' puo' essere davvero mantenuta solo rendendo credibile la minaccia della chiusura; cio' richiede, a sua volta, la previsione di un potente backstop comune; perche' i mercati sanno che le difficolta' di un grande intermediario bancario possono invece essere ''too big to manage'' da parte di un singolo stato sovrano, e non solo nei paesi a piu' alto debito pubblico.

Convergere alla fine su soluzioni al ribasso non solo deluderebbe le aspettative dei tanti convinti che dalla crisi si debba uscire con piu', piuttosto che con meno, Europa; rischierebbe di rivelarsi controproducente, procrastinando nel tempo - un tempo che non abbiamo a disposizione - l'assunzione di decisioni che potremmo, dovremmo prendere oggi''.

men/red

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