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pubblicato il 06/nov/2015 15:01

Bankitalia: migliorano finanze imprese, prima volta da 2007

2 aziende su 3 contano di chiudere 2015 in utile:record da 10 anni

Bankitalia: migliorano finanze imprese, prima volta da 2007

Roma, 6 nov. (askanews) - Le condizioni finanziarie delle imprese italiane sono in "chiaro miglioramento per la prima volta dall'inizio della crisi", ossia dal 2007. A certificarlo è la Banca d'Italia nel Rapporto sulla Stabilità finanziaria.

"Un numero crescente di aziende, anche di minore dimensione, sta beneficiando della ripresa; si sono ridotte - si legge nel Rapporto - le difficoltà di rimborsare i debiti e sono cresciute le opportunità di accedere a nuovi finanziamenti".

In particolare, la redditività ha ripreso a crescere, seppure "a tassi modesti". Una recente indagine condotta proprio dalla Banca d'Italia indica che due terzi delle imprese, la quota più elevata da circa dieci anni, "prevedono di chiudere i bilanci del 2015 in utile; la maggior parte degli intervistati prefigura inoltre un aumento degli investimenti e un miglioramento delle condizioni di accesso al credito nei prossimi mesi". Si attenuano anche i rischi connessi con l'indebitamento, che "rimangono comunque rilevanti".

I debiti finanziari continuano a diminuire (-1,4 per cento in giugno, in ragione d'anno) e migliora la capacità delle imprese di rimborsare i debiti. Secondo i dati Cerved nei primi sei mesi dell'anno è proseguito il calo del numero di società protestate e si sono ridotti i ritardi nei pagamenti dei debiti commerciali. Nello stesso periodo "è diminuito, per la prima volta dopo sette anni, il numero di fallimenti ed è proseguita a ritmi sostenuti la riduzione delle chiusure volontarie".

Nei prossimi mesi, comunque, i maggiori rischi per le imprese "derivano da una possibile evoluzione sfavorevole del quadro macroeconomico, che potrebbe trarre origine dagli effetti del rallentamento delle economie emergenti. I rischi generati dall'elevato indebitamento potrebbero concretizzarsi in occasione di un aumento, attualmente improbabile, del livello dei tassi di interesse".

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