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pubblicato il 19/nov/2013 16:33

Bankitalia: Lazio, per 27% imprese credito piu' difficile

Bankitalia: Lazio, per 27% imprese credito piu' difficile

(ASCA) - Roma, 19 nov - Record sofferenze nel Lazio mentre peggiora il credit crunch e i tassi di interesse per le imprese crescono seppur lievemente dal 7% al 7,2%.

E' la fotografia, emersa dall'Aggiornamneto Congiunturale dell'Economia del Lazio, presentata dalla Banca d'Italia nella sede di Roma di Via Venti Settembre.

In particolare, l'entita' delle sofferenza raggiunge un nuovo record dal 2008, e secondo un sondaggio condotto su 400 banche e su 4000 imprese, ''la domanda di credito - rileva Bankitalia - e' ancora molto debole, contenuta quella per investimenti, mentre l'offerta da parte delle banche resta restrittiva (aumentano le garanzie richieste)''. Tuttavia, i due terzi delle imprese non hanno cambiato la propria domanda di credito, e oltre un quarto segnala un inasprimento dell'indebitamento, mentre i tassi di interesse e i costi accessori come le commissioni, aumentano. Il tasso di ingresso in sofferenza cresce di un punto al 3,8%, il credito peggiora soprattutto nelle costruzioni. Nei primi sei mesi diminuiscono del 6,7% i prestiti, del 9,7% per le imprese.

Dal lato dell'offerta permangono condizioni restrittive, soprattutto a causa dell'aumento del rischio di credito connesso col prolungarsi della recessione.

La riduzione del credito bancario alle imprese alla fine del primo semestre del 2013 ha interessato tutte le categorie dimensionali, risultando piu' ampia per le imprese medio-grandi rispetto alle piccole (rispettivamente -10,3% e -2,9%).

Le condizioni di accesso al credito rimangono tese: la quota di imprese che ha segnalato un inasprimento dei criteri di concessione dei prestiti rispetto al semestre precedente si e' attestata al 27 per cento. Le tensioni si sono tradotte principalmente in un incremento dei tassi di interesse sui prestiti gia' concessi e dei costi accessori. Secondo le aziende sarebbero inoltre aumentati la complessita' delle informazioni richieste per ottenere nuovi finanziamenti e i relativi tempi di concessione. Per la seconda parte dell'anno la quota di imprese che si attende un irrigidimento delle condizioni applicate sui finanziamenti rimane stabile sui livelli del primo semestre.

ram Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle societa' finanziarie, a giugno 2013 il credito al settore produttivo e' diminuito del 9,8 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti (-5,7 per cento a dicembre del 2012; tav. a10), risentendo del ridimensionamento dell'indebitamento bancario da parte di alcuni grandi gruppi (cfr. il sottoparagrafo: I prestiti bancari). Tra i diversi comparti di attivita' la diminuzione dei prestiti ha interessato i servizi e, in misura piu' ampia, il settore manifatturiero; il credito al settore delle costruzioni e' risultato stazionario.

Nel primo semestre 2013, la dinamica dei prestiti per forma tecnica indica una marcata contrazione per quelli a scadenza (mutui e leasing), dovuta al ridimensionamento dell'attivita' di investimento in capitale fisso. A tale dinamica negativa si e' associata la riduzione del ricorso ai finanziamenti collegati alla gestione del portafoglio commerciale (factoring, anticipi e altri crediti auto liquidanti); anche le aperture di credito in conto corrente, che erano tornate a crescere nella seconda meta' del 2012, si sono nuovamente ridotte nella prima meta' dell'anno.

Tra l'ultimo trimestre del 2012 e il secondo trimestre del 2013, i tassi di interesse a breve termine sulle operazioni in essere verso le imprese si sono portati dal 7% al 7,2%. Il differenziale tra il costo medio dei finanziamenti a breve applicato alle piccole imprese rispetto a quelle medio grandi, pari a 1,5 punti percentuali, risulta in linea con il valore di fine del 2012. Il livello dei tassi d'interesse bancari continua a risentire del maggior rischio di credito sostenuto dagli intermediari.

Nel secondo trimestre del 2013, i tassi sui nuovi prestiti a medio e lungo termine concessi alle imprese si sono attestati al 5% un valore in linea con quello del trimestre finale del 2012.

Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle societa' finanziarie, a giugno il credito alle famiglie consumatrici si e' mantenuto stazionario sui livelli di dodici mesi prima.

Sul fronte delle famiglie invece, le attivita' finanziarie sono ancora in crescita, in depositi, titoli di stato e obbligazioni bancarie, ma il credito alle famiglie ristagna: incide anche l'ulteriore calo dei mutui, e questo e' connesso anche col calo delle compravendite degli immobili e dei prezzi.

Nel primo semestre 2013 si e' attenuata la riduzione delle compravendite (-4%) dopo la netta caduta dell'anno precedente Le quotazioni delle case sono calate del 3,5%, ma i tempi di vendita restano a 7 mesi circa, lo sconto e' di circa 15% sul prezzo richiesto, le prosepttive sono ancora negative.

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