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pubblicato il 01/dic/2015 15:46

Bankitalia, i titoli europei anticrisi nella "lezione Baffi"

Brunnermeier (Princeton):Utili a politica monetaria e contro shock

Bankitalia, i titoli europei anticrisi nella "lezione Baffi"

Roma, 1 dic. (askanews) - Tornano alla ribalta gli eurobond e la creazione di titoli pubblici europei anticrisi. Il sistema finanziario, in assenza di opportune regolamentazioni, tende ad accumulare una quantità di capitale insufficiente. Quando l'economia è colpita da uno shock lo stesso sistema può amplificarne gli effetti negativi. Due problemi che possono essere affrontati sia con azioni macroprudenziali che portino il capitale degli istituti di credito a livelli adeguati, sia con interventi della politica monetaria convenzionali e non convenzionali. In tale luce "sarebbe utile avere dei titoli a lungo termine a prova di default", strumenti opportuni sia per la politica monetaria sia per le politiche d'investimento delle banche.

A rimarcare l'utilità della creazione di un particolare tipo di titoli europei, non gli Eurobond - uno strumento contro il quale negli anni scorsi si è opposto lo schieramento dei Paesi 'rigoristi' dell'Eurozona guidati dalla Germania - ma strumenti che ne superino i limiti, è stato l'economista tedesco di Princeton Markus Brunnermeier, uno dei maggiori esperti internazionali di 'bolle' speculative e crisi, che ha tenuto la 'Lezione Paolo Baffi' 2015 presso il quartier generale della Banca d'Italia a Palazzo Koch. L'idea, che prende spunto dalla proposta avanzata nel 2011 dal gruppo Euro-nomics, sarebbe quella di un titolo "sicuro" emesso da una società veicolo a fronte di un portafoglio di titoli di Stato nazionali acquistati sul mercato secondario in proporzioni pari al 60% del Prodotto Interno Lordo per ciascun paese. Insomma, non un eurobond in senso stretto, ma uno strumento di debito collateralizzato (Cdo) emesso da un'istituzione multilaterale, ma con incentivi allineati a quelli del pubblico.

Attità sicure di questo tipo, ha sottolineato Brunnermeier, sarebbero utili sia per la conduzione delle operazioni di politica monetaria, sia come strumento di debito che consente di ridurre le perdite derivanti dalle crisi economiche.

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