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pubblicato il 29/mag/2013 13:55

Bankitalia: Attesa per Considerazioni. La sfida e' ancora la crescita

Bankitalia: Attesa per Considerazioni. La sfida e' ancora la crescita

(ASCA) - Roma, 29 mag - Continuare sulle riforme, la sfida e' ancora la crescita. La crisi non ha smesso di mordere e bisognera' dare attuazione alla spending review, tagliare le spese, soprattutto quelle improduttive per dare ossigeno all'economia, ma attraverso una analisi selettiva, con tagli 'mirati' e non 'lineari'. Senza abbandonare l'obiettivo del risanamento di bilancio e' necessaria una rivisitazione delle spese che compongono le voci di bilancio, per meglio incidere sui conti pubblici al fine di ottenere gli effetti espansivi sull'economia. La moral suasion della Banca d'Italia indica la necessita' di portare a compimento le riforme gia' avviate dal governo Monti, e dare avvio a ulteriori interventi sulla spesa corrente che possano dare un po' di ossigeno alle imprese, nel rispetto del vincolo europeo sui conti pubblici, per intraprendere finalmente quel sentiero di crescita che e' stato abbandonato. Sono questi alcuni dei temi su cui la politica monetaria insiste, e che potrebbero rappresentare alcune delle linee guida dell'intervento del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nelle sue 'Considerazioni finali', venerdi' 31 maggio, in occasione dell'Assemblea annuale che si svolge a Palazzo Koch. C'e' attesa infatti per le sue seconde 'Considerazioni', anche alla luce delle ultime indicazioni che prevedono il nostro paese in recessione anche nel 2013, e davanti a un direttorio praticamente tutto nuovo, la squadra disegnata da Visco: lo scorso 10 maggio Salvatore Rossi e' stato nominato direttore generale della Banca d'Italia, in sostituzione di Fabrizio Saccomanni, chiamato al governo come ministro dell'Economia, mentre Valeria Sannucci e' diventata vice direttore generale. Ma anche gli altri due vicedirettori, Luigi Federico Signorini e Fabio Panetta, siedono nel direttorio da poco tempo sotto il segno di Visco: Signorini dall'11 febbraio 2013 e Panetta dall'8 ottobre 2012. E dal direttorio lo scorso anno era uscita Annamaria Tarantola, andata a presiedere Rai lo scorso 8 giugno 2012.

L'ultimo istituto in ordine di tempo a smentire le piu' favorevoli aspettative sull'economia dell'Italia e' stato l'Ocse, che ha emesso proprio oggi il verdetto di un'Italia in recessione anche per quest'anno. L'aiuto all'economia potra' venire dai rimborsi alle imprese dei debiti della Pubblica Amministrazione, che secondo le piu' recenti stime sarebbero attorno ai 90 miliardi (lo ha ricordato di recente anche il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini) anche se il governo ha fatto sapere che si potrebbe procedere ai rimborsi dei primi 20 miliardi di euro nel corso dell'anno e di altri 20 miliardi nel 2014.

Sul fronte della politica monetaria, Visco potrebbe soffermarsi su quanto e' stato fatto per riagganciare un percorso di crescita, attraverso le operazioni di finanziamento dei mercati, che hanno permesso il mantenimento della liquidita' sotto il segno della Bce, ma alle quali ha partecipato naturalmente tutto il sistema delle banche centrali europee, che si sono assunte le responsabilita' piu' gravose in attesa delle 'ricette' dei governi per far fronte alla crisi. Ma il governatore ha sempre detto che la politica monetaria non puo' fare tutto, occorre un 'intervento organico', per un salto nella capacita' di competere delle nostre imprese. Nel momento in cui le aspettative piu' ottimistiche sul 2013 sono state smentite dagli ultimi dati previsionali, diviene urgente portare a termine il percorso di riforme gia' messo in cantiere. Quanto alle banche, il sistema del credito ha tenuto nonostante la crisi. Certo gli utili delle banche si sono notevolmente ridotti, e le sofferenze raggiungono un nuovo record di mese in mese: gli ultimi dati disponibili segnalano che febbraio 2013 le sofferenze nette raggiungono i 61,7 miliardi, mentre quelle lorde si attestano a 127,7 miliardi, con un rapporto rispetto agli impieghi del 3,2%. Ma il sistema ha saputo resistere alle forti tensioni, stretto tra le ferree regole della Vigilanza e la crisi economica, ha saputo inoltre mettere a punto le operazioni di patrimonializzazione, che Palazzo Koch ha negli ultimi anni sollecitato a gran voce. Ora alle banche viene richiesto uno sforzo ulteriore di trasmissione della liquidita' alle imprese perche' l'economia si rimetta in moto. E c'e' attesa anche per quello che Visco dira' a Palazzo Koch dopo la dura requisitoria alle banche da parte del presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, che in merito al credit crunch, la scorsa settimana, nel corso dell'assemblea annuale degli industriali ha sottolineato che nel corso del 2012 alle imprese sono stati dati 50 miliardi in meno di finanziamenti.

Una vera e propria 'strozzatura' della cinghia di trasmissione del credito alle aziende. Il nord - ha stigmatizzato Squinzi - e' sull'orlo del baratro, e rischia di portarsi dietro tutto il paese. E ancora sulla politica monetaria, nell'ultimo Rapporto sulla stabilita' finanziaria diffuso ad aprile si sottolineava che ''la crisi del sistema bancario a Cipro e l'incertezza politica in Italia hanno contribuito a interrompere il miglioramento delle condizioni finanziarie in Europa''. Tuttavia, ''le ripercussioni sui mercati sono state contenute dai progressi compiuti in piu' paesi nel processo di aggiustamento fiscale, dal cammino verso un sistema di vigilanza bancaria unico, dal perdurare degli effetti stabilizzanti dell'approvazione del programma Outright Monetary Transactions da parte della Banca centrale europea nel settembre dello scorso anno'', per poi concludere che ''nelle settimane piu' recenti si e' registrato un parziale rientro delle tensioni''. E proprio in uno degli ultimi interventi, all'Accademia dei Lincei, Visco precisava che ci sono ''chiari elementi di complementarita' tra la stabilita' finanziaria e quella monetaria''. In alcuni casi - affermava - vi e' un ''riconoscimento ufficiale nella definizione del mandato delle autorita' monetarie'', ma anche se il richiamo non e' esplicito ''le banche centrali devono tenerne conto nelle loro scelte di policy''. Sullo sfondo l'emergenza lavoro, che e' ormai una malattia europea, su cui Visco ha sempre mostrato grande attenzione, assieme al tema dell'istruzione e della ricerca. ram

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