martedì 06 dicembre | 17:57
pubblicato il 28/lug/2016 18:36

Banda larga, Protto (Retelit): "Investire nelle aree industriali"

"Per eliminare handicap competitività aziende italiane"

Banda larga, Protto (Retelit): "Investire nelle aree industriali"

Roma, (askanews) - Askanews fa il punto su fibra ottica e piano banda ultra larga in Italia con Federico Protto, amministratore delegato di Retelit, uno dei principali operatori della fibra ottica in Italia e uno dei top player delle tlc. Parola d'ordine, connettività. Una connettività che viaggia su autostrade che aumentano sempre più le proprie corsie, questo il senso della fibra ottica. Il tema infrastrutturale dunque è fondamentale. Quale la sua valutazione sul piano banda ultra larga del Governo?

"Purtroppo quando andiamo a guardare le nostre statistiche italiane rispetto ai paesi Ue, siamo sempre nei grafici in fondo a destra, ce la giochiamo con Bulgaria e Moldavia, per cui siamo oggettivamente, per quanto riguarda la banda ultra larga, piuttosto indietro - dice Protto -. Ma il Governo mi pare abbia dato un impulso assolutamente formidabile da questo punto di vista, a partire dallo scorso anno con il piano per la banda ultra larga. E' uscito adesso il primo bando, le risorse a disposizione sono significative, per la prima fase 4 miliardi di euro non è poco. Ma è tutto il contesto istituzionale che si sta muovendo in questa direzione, perchè oltre al Governo che ha messo a disposizione queste risorse ed ha fatto uscire il bando, si muove anche il contesto legislativo, un esempio è il decreto scavi che, a nostro avviso, va nella direzione corretta permettendo il riutilizzo della infrastruttura esistente. Poi come terzo pilastro c'è l'attività dell'Agcom, che è molto attenta a questi aspetti, che sta regolando i criteri delle condizioni di accesso all'infrastruttura e credo, anzi sono sicuro, che accompagnerà lo sviluppo dell'infrastruttura banda ultra larga con un contesto regolatorio che garantisca trasparenza e uniformità di accesso all'infrastruttura stessa".

Il ministro dello Sviluppo economico, Calenda, punta molto sulla connettività delle aree e dei distretti industriali, in questo senso Retelit che approccio ha?

"I bandi in realtà non stanno specificando ancora quella che potrebbe essere una prioritizzazione o un meccanismo di premialità in alcune aree. Tuttavia, come ricordato dal ministro Calenda, forse, dal momento che questo è un progetto mastodontico che traguarda il 2020 possiamo immaginarci, sia lato operatori, e quindi Retelit ed altri, ma anche lato istituzionale, di poter concordare a livello di sistema delle priorità e sicuramente le aree industriali sono una di queste. Ad esempio, la Lombardia, tolta Milano, che è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, ha più di 200 aree industriali che non sono coperte dalla banda ultra larga. Questo vuol dire che ci sono aziende italiane che competono con i vicini svizzeri, austriaci, tedeschi con un handicap formidabile, e questo è uno svantaggio competitivo molto grande. Se, come auspicato dal ministro Calenda, riuscissimo in qualche modo a dare priorità agli investimenti in banda ultra larga in queste aree, probabilmente faremmo un grande servizio al nostro paese, e Retelit da questo punto di vista è uno degli operatori meglio posizionati per poter rispondere a questa domanda".

Retelit è protagonista a livello nazionale ma anche a livello internazionale, perchè connettività è logicamente una parola che non conosce confini. Con l'esperienza di un cavo transnazionale che porterà la banda in Italia ma che parte da molto lontano:

"Sì, parte da Hong Kong e da Singapore, attraversa tutta quella parte del mondo che è a maggior sviluppo, sudest asiatico in primis, India, Penisola arabica, e poi l'Egitto e il Mediterraneo. Oltre alla lunghezza, sono 25 mila chilometri, l'aspetto importante è che collega l'Europa con i due terzi della popolazione mondiale. Siamo impegnati in questo progetto perchè naturalmente ci crediamo e lo riteniamo molto importante per il paese. L'Italia rappresenta il punto centrale del Mediterraneo, quindi un atterraggio verso l'Italia, che nel nostro caso avviene a Bari, ha come destinazione naturale l'Europa. E dunque questo cavo non solo può dare servizio alle principali città italiane, ma

può essere il gateway ideale per il passaggio verso l'Europa, quindi verso Parigi, Londra, Francoforte, Amsterdam".

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