giovedì 19 gennaio | 14:48
pubblicato il 19/ott/2013 15:03

Banche: Unimpresa, boom sofferenze. In un anno +22%, sfiorano i 142 mld

Banche: Unimpresa, boom sofferenze. In un anno +22%, sfiorano i 142 mld

(ASCA) - Roma, 19 ott - Boom di sofferenze nelle banche: negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 22% arrivando a quota 141 miliardi di euro. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito e' quella delle imprese (97 miliardi). Le ''rate non pagate'' dalle famiglie valgono oltre 30 miliardi mentre quelle delle imprese familiari piu' di 12 miliardi. A 1,8 miliardi ammontano invece le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie. Complessivamente le sofferenze ora corrispondono al 9,9% dei prestiti bancari (1.433,7 miliardi), in aumento rispetto al 7,8% di un anno fa. Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi Unimpresa. Secondo lo studio dell'associazione, basato su dati della Banca d'Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 115,8 miliardi di agosto 2012 ai 141,8 miliardi di agosto 2013 (+22,4%) in aumento di 25,9 miliardi. Nel dettaglio, la quota delle imprese e' salita da 77,1 miliardi a 97 (+25,7%) in aumento di 19,8 miliardi. La fetta relativa alle famiglie e' cresciuta da 26,5 miliardi a 30,4 miliardi (+14,8%) in salita di 3,9 miliardi. Per le imprese familiari c'e' stato un aumento di 1,7 miliardi da 10,7 miliardi a 12,5 miliardi (+16,4%). Le ''altre'' sofferenze sono passate invece da 1,4 a 1,8 miliardi (+27,4%) con 397 milioni in piu'. Parallelamente c'e' la serrata dei rubinetti del credito.

Negli ultimi dodici mesi le banche hanno tagliato oltre 50 miliardi di euro a imprese e famiglie. I finanziamenti al settore privato sono crollati del 3,5% da 1.485 miliardi a 1.433 miliardi. Nel dettaglio, tun solo mese di 14,7 miliardi (-1,02%) e a farne le spese sono state soprattutto le imprese, che hanno visto ridursi i finanziamenti di 12,4 miliardi (-1,48%); per le famiglie -1,6 miliardi (-0,34%), per le imprese familiari -552 milioni (-0,57%), per le onlus - 7 milioni (-0,07%). ''Mese dopo mese siamo costretti a fotografare una situazione che si aggrava sempre di piu'. E' evidente che la recessione acuisce l'ingessamento del mercato del credito: le imprese non incassano, non fanno investimenti, non chiedono prestiti e fanno fatica a rimborsare quelli gia' concessi'' osserva il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. ''Auspicavamo una soluzione con la legge di stabilita', con importanti risorse destinate da un lato alla creazione di meccanismi di garanzia statali rilevanti dall'altro ad abbattere la pressione fiscale, unico modo per far ripartire i consumi. Speriamo che con le correzioni in Parlamento al disegno di legge licenziato dal consiglio di ministri si imbocchi la strada giusta'' aggiunge Longobardi. com-rba/mau

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