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pubblicato il 13/dic/2013 12:25

Banche: Unimpresa, boom sofferenze. In 12 mesi a 147 miliardi (+23%)

(ASCA) - Roma, 13 dic - Esplodono le sofferenze nelle banche.

Lo rileva un rapporto del Centro studi di Unimpresa, dove si legge che negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 23% arrivando a oltre 147 miliardi di euro. La fetta maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente agli istituti di credito e' quella delle imprese (101 miliardi).

Le 'rate non pagate' dalle famiglie valgono piu' di 31 miliardi, mentre quelle delle imprese familiari quasi 13 miliardi. Superano il tetto dei 2 miliardi, poi, le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni e di altre istituzioni finanziarie.

Complessivamente le sofferenze adesso corrispondono al 10,33% dei prestiti bancari, in aumento rispetto all'8,09% di un anno fa. Alla fine del 2010 le sofferenze ammontavano a 77,8 miliardi: ''in meno di tre anni, quindi, sono quasi raddoppiate sfiorando un incremento percentuale di 90 punti.

In assenza di una non prevedibile inversione di tendenza, il mese di novembre fara' verosimilmente registrare quota 150 miliardi''.

Secondo lo studio dell'associazione, basato su dati della Banca d'Italia, in totale le sofferenze sono passate dai 119,8 miliardi di ottobre 2012 ai 147,2 miliardi di ottobre 2013 (+22,93%) in aumento di 27,4 miliardi. Nel dettaglio, la quota delle imprese e' salita da 80,2 miliardi a 101,2 (+26,12%) in aumento di 20,9 miliardi. La fetta relativa alle famiglie e' cresciuta da 27 miliardi a 31,2 miliardi (+15,38%) in salita di 4,1 miliardi. Per le imprese familiari c'e' stato un aumento di 1,7 miliardi da 11 miliardi a 12,8 miliardi (+15,38%). Le 'altre' sofferenze (P.A., onlus, assicurazioni, fondi pensione) sono passate invece da 1,4 a poco piu' di 2 miliardi (+37,51%) con 557 milioni in piu'. Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, si dice ''allarmato: di fronte alla sempre maggiore difficolta', sia delle famiglie sia delle imprese, nel pagare le rate dei finanziamenti, assistiamo a un atteggiamento di superficialita' da parte del governo di Enrico Letta, che poco sta facendo per risolvere la questione del credito.

Altrettanto preoccupante e' la posizione dei rappresentanti delle banche che cercano di sminuire il problema, interpretando i numeri affinche' non si punti il dito contro l'industria creditizia''.

com-drc/mau

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