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pubblicato il 27/nov/2013 17:59

Banche: Sileoni (Fabi), manager non pagano per crescita sofferenze

(ASCA) - Roma, 27 nov - ''Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli sta dichiarando in questi giorni alle televisioni, radio e quotidiani nazionali, che il problema delle sofferenze bancarie e' ormai diventato un fenomeno dal grave impatto sociale. Nonostante le dichiarazioni del Direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, che vanno esattamente nella direzione opposta. Voglio ricordare che le sofferenze bancarie a giugno del 2013 ammontavano a circa 133 miliardi di euro e le stesse sofferenze vengono sistematicamente inserite nei piani industriali dei grandi gruppi bancari e scaricate sui lavoratori anche in termini di recupero dei costi'' cosi' Lando Sileoni, segretario generale della Fabi, il maggiore sindacato del credito.

''Come dire: la cattiva qualita' del credito e' colpa dei lavoratori bancari. Gli stessi numeri citati dal presidente Patuelli, dimostrano esattamente il contrario: i crediti inesigibili superiori a 125mila euro arrivano a toccare la percentuale del 72,6% e i super debitori, quelli con debito superiore a 25 milioni di euro, pesano per l'11,7%. E non e' un caso che gli affidamenti a partire da 125mila euro in su rientrano tutti nelle autonomie e nelle competenze delle direzioni generali, dei consigli d'amministrazione e dei consigli di gestione delle banche. Insomma: il solito giochetto di prestigio, che rispediamo al mittente.Se un bancario sbaglia, talvolta puo' rischiare anche il licenziamento, mentre quei manager che hanno contribuito a raggiungere la cifra record di 133 miliardi di sofferenze stanno ancora li' al loro posto, strapagati e impuniti'', prosegue il numero uno della Fabi.

''Dichiari l'Abi quali fra i 133 miliardi di sofferenze sono quelli erogati senza garanzie, dica apertamente e con chiarezza e trasparenza a quanto ammontano gli importi di affidamenti erogati sulla parola, chi li ha erogati e perche'. Questo e' il nuovo modello di banca che vogliamo, piu' attento ai territori, alle famiglie e alle imprese, alle lavoratrici e ai lavoratori bancari, un nuovo modello di banca al servizio del Paese che sappia riconquistare, con la trasparenza, la fiducia dei mercati e delle persone'', conclude Sileoni.

com/men

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