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pubblicato il 18/feb/2015 16:20

Banche popolari in fermento in Borsa, si scommette su risiko

Banchieri interessati smentiscono contatti: prematuro parlare M&A

Banche popolari in fermento in Borsa, si scommette su risiko

Milano, 18 feb. (askanews) - Banche popolari sugli scudi a Piazza Affari sulle speculazioni per un consolidamento del settore, in vista della trasformazione in Spa richiesta dal governo, mentre si rincorrono sulla stampa indiscrezioni sui possibili scenari di risiko. Bpm balza del 3,2%, Banco Popolare del 3,1%, Bper del 3%. Un po' più defilata Ubi (+1,8%) ma comunque con una performance superiore all'andamento del listino.

Sul tema M&A i diretti interessati, a margine del comitato esecutivo dell'Abi, hanno tutti smentito che ci siano attualmente in corso contatti tra i diversi istituti ma si sono detti pronti a far parte della partita, proponendosi come soggetti aggreganti, una volta però che verranno definite le regole e si chiuda l'iter parlamentare del decreto.

"In questo momento inventano di tutto, per quanto mi concerne è un'invenzione, noi non abbiamo alcun contatto con nessuno oggi, nemmeno a livello informale". Così il Ceo del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, sulle indiscrezioni di una superpopolare a tre con Ubi e Mps. "Se ci sarà qualche opportunità noi possiamo far parte del gioco, possiamo proporci come aggregatori - ha spiegato - ma naturalmente se ci saranno delle opportunità che creano valore". Il Ceo di Bpm, Giuseppe Castagna, ha bollato come "illazioni" le notizie circa un interesse dell'istituto per Bper. "Non ci sono contatti, assolutamente no", ha detto. Ma, ha aggiunto, se il decreto "verrà convertito e si creeranno le opportunità allora potremmo costruire un polo aggregante assieme a tutti quelli che sposano un progetto di creare un terzo, quarto polo in Italia importante". "Penso che sia un progetto interessante - ha aggiunto - ma finché non hanno deciso come sarà la conversione è inutile parlarne".

Che sia prematuro discutere nel concreto di M&A prima che la partita a Roma sia chiusa ne sono convinti sia il Ceo di Bper, Alessandro Vandelli ("n questi giorni ci vogliono far sposare con qualcuno ma mi sembra prematuro qualsiasi discorso, vediamo prima come si chiude questa vicenda") sia il numero uno di Ubi, Victor Massiah ("consolidiamo prima le regole poi le banche").

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