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pubblicato il 20/lug/2016 12:56

Banche, Moody's: braccio di ferro Italia-Ue su bail-in e aiuti

Italia potrebbe proporre diluizione azioni e tutela bond

Banche, Moody's: braccio di ferro Italia-Ue su bail-in e aiuti

Roma, 20 lug. (askanews) - Completati gli stress test sulle banche europee il 29 luglio, "in Italia bisognerà trovare rapidamente una soluzione al problema dell'eredità dei crediti deteriorati" che sta pesando sul settore, rileva l'agenzia Moody's che al tempo stesso però mette in guardia dalle posizioni tutt'altro che armoniose su cui si attestano le autorità italiane, da una parte, ed europee dall'altra sulla controversa questione del "bail-in".

Il problema è infatti nell'applicazione o meno dei famigerati meccanismi di "autosalvataggio", che per tutelare i contribuenti in linea generale impongono di tosare prima azionisti e, questione ancor più controversa, creditori e obbligazionisti della banca in affanno.

Secondo Moody's il protrarsi della discussione sul problema dei crediti deteriorati in Italia va imputato a "interpretazioni contrastanti del governo della Commissione europea sulla direttiva Brrd", quella che stabilisce le nuove regole sulla risoluzione delle crisi bancarie. Sul tutto è appena intervenuta una pronuncia della Corte di giustizia europea, che da un lato ha convalidato una comunicazione dell'Ue, dall'altro ha però anche stabilito che il ricorso al bail in, o burden sharing (condivisione) dei costi di salvataggio, non va considerato un prerequisito indispensabile per gli aiuti pubblici.

"A nostro avviso - dice l'agenzia di rating - il governo italiano sosterrà che l'attuale situazione di turbolenza sulle banche, nel contesto dei rischi che possono scaturire dal voto per la Brexit, giustifica la concessione di aiuti pubblici senza imporre perdite ai creditori. Ma noi non pensiamo che la Commissione sia pronta al via libera, specialmente dai in precedenti in senso opposto seguiti su Spagna, Portogallo, Slovenia e Grecia".

"La questione - riconosce però subito dopo Moody's - è comunque oggetto di trattative". L'Italia potrebbe proporre di operare una diluizione delle quote degli azionisti e altre misure, che formalmente attuerebbero il burden sharing, senza però arrivare a tosare gli obbligazionisti. "Anche se è difficile prevedere come reagirà, la Commissione sarà comunque propensa ad applicare le stesse politiche imposte in altri Paesi".

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