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pubblicato il 14/gen/2014 17:24

Banche: in Ue si cerca accordo intergovernativo su fondo unico entro 1/3

Banche: in Ue si cerca accordo intergovernativo su fondo unico entro 1/3

(ASCA) - Bruxelles, 14 gen 2014 - Definire entro l'1 marzo gli aspetti tecnici del progetto di risoluzione delle crisi bancarie per quanto riguarda la parte relativa alla natura intergovernativa del fondo unico di risoluzione, cosi' da permettere ai parlamenti nazionali di ratificare. A Bruxelles sono iniziate le negoziazioni e i lavori per tradurre in pratica quanto concordato a dicembre dai ministri dell'Economia prima e dai capi di Stato e di governo dell'Ue poi.

Tra i punti concordati quello di un accordo tra i governi dei paesi per l'istituzione del fondo unico, aspetto non gradito al Parlamento europeo che in questo modo non ha voce in capitolo in quanto ogni intesa e' al di fuori di cornici comunitarie. L'intesa a oggi non c'e' ancora del tutto. Ci sara' un transizione decennale durante la quale verranno raccolti i circa 55 miliardi che costituiranno il fondo, attraverso tasse sui depositi nazionali. Ogni anno verra' versato il 10% dell'ammontare (circa 5,5 miliardi), con gli Stati membri che interverranno con cuscinetti di capitale statale in caso di necessita'. L'intervento diminuira' nel corso degli anni, via via che aumentera' la dotazione del fondo unico in divenire, e contestualmente crescera' l'eventuale ricorso al fondo unico che nel frattempo accrescera' le proprie disponibilita' finanziarie.

Ma per evitare di intaccare sin da subito le dotazione del fondo unico nel corso dei dieci anni di transizione si pensa alla possibilita' di prevedere prestiti tra Stati. Le condizioni di questi eventuali prestiti sono al centro delle negoziazioni gia' partite a Bruxelles.

Altro tassello e' quello di un ricorso al fondo salva-stati Esm: si vorrebbe usarlo in caso di necessita' e l'idea e' sul tavolo, con qualche riserva. Paesi come la Germania non vogliono si usi per ricapitalizzare direttamente le banche perche' cio' sarebbe contrario al principio per cui a pagare per gli errori delle banche non devono essere i risparmiatori (l'Esm e' finanziato con soldi statali). Un eventuale ricorso all'Esm potrebbe essere previsto come fonte di prestito indiretto: il fondo versa soldi ai paesi, che a loro volta li girano alle banche. Si discutera' anche di questo da qui a fine febbraio.

Il calendario negoziale in Consiglio Ue e' gia' fissato, e i lavori sono gia' in corso.

La prima riunione si e' tenuta la scorsa settimana, il secondo e' previsto per venerdi', un terzo per il 28 gennaio, in occasione della prima riunione dell'Ecofin sotto presidenza greca. Poi si terra' una riunione a settimana fino all'1 marzo, data per la quale si intende chiudere il dossier per lasciare tempo ai parlamenti nazionali di procedere alla fase di ratifica entro fine 2014 e iniziare, come previsto, dall'1 gennaio 2015 con il meccanismo di risoluzione delle banche in difficolta'. Condizione per l'entrata in vigore dell'accordo intergovernativo e' proprio la ratifica da parte dei paesi che insieme contribuiscono ad almeno l'80% del fondo unico. A Bruxelles comunque sono pronti a scommettere che l'accordo intergovernativo sara' snello e ''con un paio di articoli''.

bne/sam/

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