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pubblicato il 11/ott/2013 15:00

Banche: Fisac-Cgil, sciopero dipendenti il 31 ottobre

Banche: Fisac-Cgil, sciopero dipendenti il 31 ottobre

(ASCA) - Roma, 11 ott - Bancari scioperano il 31 ottobre. Si sono infatti riuniti gattivi unitari dei sindacati dei lavoratori bancari che hanno formalmente ufficializzato oggi la proclamazione dello sciopero generale del settore per giovedi' 31 ottobre. Una scelta dettata dalla decisione assunta dall'Abi lo scorso 16 settembre di disdettare unilateralmente il contratto nazionale e contro la quale i sindacati riuniti oggi a Roma (Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl Credito e Uilca) risponderanno con una intera giornata di mobilitazione il prossimo 31 ottobre.

Una protesta che sara' accompagnata nei prossimi giorni da assemblee nei luoghi di lavoro, nonche' dal blocco delle trattative in tutti i settori bancari, e che vivra' il 31 ottobre di presidi, manifestazioni e azioni di solidarieta' nei confronti dei cittadini ''perche' la nostra e' una scelta che vuole parlare all'intero paese e all'interesse generale'', come ha spiegato il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale.

Nel corso di una conferenza stampa, il leader della categoria dei lavoratori del credito della Cgil ha sottolineato come ''il sindacato, tutti i sindacati del settore, rispondono alla disdetta unilaterale del contratto nazionale da parte dell'Abi, e in difesa del fondo di sostegno al reddito e all'occupazione, non solo con la proclamazione dello sciopero generale del 31 ottobre ma anche con il rilancio di una forte unita' del sindacato e dei lavoratori. C'e' una grande consapevolezza nel sindacato e tra i lavoratori - ha aggiunto - che difendere il contratto e' per noi come difendere la Costituzione italiana e per questa ragione siamo in campo''.

Megale ha quindi ribadito il significato di uno sciopero che va oltre la disdetta del contratto nazionale. ''Mentre il Paese vive una situazione di straordinaria emergenza economica e sociale - ha spiegato il dirigente sindacale - e con Confindustria impegnata con i sindacati nel patto di Genova, l'Abi e' l'unica associazione che sceglie la strada della rottura e della drammatizzazione, mandando all'aria un'antica e proficua storia di positive relazioni industriali. Quello della disdetta e' un errore che non guarda all'interesse del generale ma solo e soltanto agli interessi delle banche''. Insieme alla battaglia sul contratto e sulla difesa dell'occupazione, il sindacato quindi ''sostiene la necessita' che le banche rispondano alle esigenze del paese, mettendosi a servizio di quest'ultimo. E devono farlo riaprendo i rubinetti del credito sostenendo l'economia. Non si crea infatti lavoro senza che ci siano investimenti e quindi crescita e rilancio dell'economia.

Questo e' un settore quindi che parla all'interesse generale del paese: i bancari lo fanno, i banchieri no'', ha concluso Megale.

com-ram

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