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pubblicato il 12/mar/2014 17:31

Banche: Fabi, crediti deteriorati costano quasi come il personale

Banche: Fabi, crediti deteriorati costano quasi come il personale

ASCA) - Roma, 12 mar 2014 - ''I problemi delle banche non si possono affrontare solo cercando di ridurre ulteriormente i costi operativi. I crediti deteriorati hanno ormai raggiunto valori vicini al costo dle personale. E' necessario ampliare la base dei ricavi sfruttando le leve distintive del settore bancario.

La redditivita' delle maggiori banche italiane, generata dalle attivita' tradizionali, si e' confermata anche nel 2012 su livelli elevati rispetto ai dati delle principali banche dei paesi europei. Infatti, il margine di interesse netto e' risultato pari all'1,65% delle attivita' totali, contro una media degli altri paesi europei dell'1,22%.Soltanto leggermente inferiore rispetto agli anni pre-crisi, 1,69% il dato del periodo 2000-2007.

Parallelamente, si osservano i risultati di una ristrutturazione del settore bancario, senza precedenti dal lato dei costi, con una straordinaria riduzione dei costi operativi passati dal 2,27% delle attivita' totali del periodo 2000-2007, all'1,63% del 2012''.

Cosi' un documento della Fabi, in occasione del Congresso nazionale che si svolge a Roma.

Si tratta di una riduzione, rispetto alle attivita' gestite dalle banche, di quasi il 30%; Questi risultati - spiega il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni - ''sono stati ottenuti grazie ad un netto ridimensionamento degli sportelli, che ha allineato l'Italia alla media europea, in termini di presenza sul territorio attraverso le filiali''.

Dal 2008 al 2012, sono state chiuse circa 1300 filiali bancarie; nel medesimo periodo, Banco Posta ha incrementato la propria presenza di oltre 100 unita', e si attesta, ormai, al 40% del numero degli sportelli bancari. Sul fronte del lavoro, l'occupazione si e' ugualmente ridotta, nello stesso periodo (2008-2012), di circa 20 mila unita', portandosi poco oltre le 300 mila unita'. L'analisi internazionale, il paragone circa il numero medio di dipendenti bancari ogni 100 mila abitanti, nel periodo compreso tra il 1997 e il 2012, evidenzia uno scenario speculare, rispetto a quello visto con riferimento agli sportelli. Infatti, Italia e Spagna sono i paesi che hanno diminuito nel periodo il numero procapite di dipendenti bancari, attestandosi sul livello inferiore alla media dell'area Euro del 2012. I piani di esubero, adottati negli anni piu' recenti dai principali gruppi bancari, segnalano una riduzione complessiva del numero di dipendenti, intorno a 40 mila unita'. Mentre, in controtendenza, si registra - rileva ancora la Fabi - un aumento del numero di dipendenti nelle Banche Popolari e nelle banche di Credito Cooperativo, che, spesso, si sono sostituite, sul territorio, alle banche di maggiori dimensioni.Il sindacato dei bancari segnala poi un ''brusco aumento degli accantonamenti per perdite su crediti, saliti dallo 0,40% delle attivita' totali del periodo 2000-2007, allo 0,95% del 2012, quindi un + 137,5%, il livello piu' elevato tra le economie europee dopo la Spagna. Quanto ai prestiti deteriorati ''rappresentano attualmente quasi un quarto dei crediti totali al settore, con un incremento di 10 punti percentuali in soli 2 anni''.

All'interno di tale aggregato, la componente delle sofferenze ammonta al 12% dei prestiti. Il costo dei crediti problematici, infatti, e' il principale elemento di indebolimento dei bilanci bancari degli anni piu' recenti: hanno inciso, infatti, sul totale dell'attivo, in misura pari a quasi 5 volte rispetto il dato della Francia, ed oltre 6 volte il costo registrato in Germania, le rettifiche a fronte del deterioramento dei crediti si sono attestate nel 2012 su valori prossimi all'intero costo del personale. I dati finora noti relativi al 2013 non lasciano stimare un miglioramento rispetto a tale dato. La straordinaria incidenza del costo dei crediti problematici, che pure trova origine nel contesto macroeconomico peggiorato fortemente negli anni piu' recenti, risulta, peraltro, elemento su cui occorre soffermarsi nel valutare le situazioni di criticita' che colpiscono alcune banche del nostro paese e, soprattutto, nell'ipotizzare significative correzioni di rotta nella gestione delle stesse banche. ''Non e' piu' possibile pensare di continuare a ridurre la forza-lavoro delle banche, distruggendo ulteriormente l'esperienza e la qualita' garantita dal personale meno giovane; Quando il principale costo e' rappresentato dagli accantonamenti a fronte dei crediti problematici, il solo rimedio, a fronte della straordinarieta' delle rettifiche su crediti, e' dato da rafforzamenti patrimoniali, che le banche piu' lungimiranti hanno gia' effettuato o messo in programma'', si legge ancora nel documento. ''Anche solo il dimezzamento del costo del credito nel nostro paese, sarebbe in grado di riportare il nostro sistema bancario tra quelli piu' efficienti dell'unione europea'', spiega Sileoni.

ram/gbt/ss

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