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pubblicato il 10/lug/2013 14:45

Banche: Fabi, Bankitalia ha avallato attacco Abi a diritti lavoratori

(ASCA) - Roma, 10 lug -'Solo un anno fa avevamo ascoltato, durante l'assemblea Abi del 2012, una relazione del presidente che esprimeva rispetto per le organizzazioni sindacali e riteneva necessario un lavoro comune per superare le difficolta' in cui versava il settore del credito.Oggi invece abbiamo assistito all'apoteosi del progetto di creare un'Italia, un'Europa, un mondo, governati dalle banche e dalla finanza, in sostanza dal capitalismo piu' spinto.

L'attenzione di questo progetto alle persone, ai bisognosi, al mondo del lavoro, ai popoli in generale e' risultata praticamente inesistente. Quelle che per noi sono persone, nel settore bancario, vengono definite oggi ''risorse umane.E' paradossale poi che l'equazione per la soluzione dei problemi del settore si concretizzi in: ''rafforzamento del patrimonio e aumento della redditivita'= riduzione del costo del lavoro'', cosi' la nota della segreteria nazionale della Fabi, il maggiore sindacato dei bancari, commenta gli interventi del presidente dell'Abi, Antonio Patuelli e del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, tenuti in occasione dell'assemblea annuale dell'Abi.

''E' stato un attacco chiaro e voluto ai diritti dei lavoratori e a un sistema di relazioni industriali che ha governato il settore negli ultimi anni, ormai ritenuto solo un fastidioso vincolo da eliminare da parte dei banchieri.

Insomma sia nella relazione di Patuelli sia nella controrelazione di Visco e' emerso un unico obiettivo: ridurre i costi a scapito dei lavoratori. L'ulteriore equazione che la riduzione dei costi garantirebbe il mantenimento dei livelli occupazionali e' da rispedire al mittente, in quanto nei 12 principali gruppi bancari sono stati raggiunti accordi sui piani industriali validi fino al 2020'', prosegue la nota.

''E' sintomatico, inoltre, che nel settore delle banche popolari italiane il Governatore Visco rimetta in discussione il principio mutualistico previsto dalla Costituzione e percepito come un vincolo alla possibilita' di gestire a proprio piacimento un'azienda bancaria.Secondo noi, invece, la trasformazione delle popolari in spa renderebbe soltanto queste banche piu' appetibili alla speculazione, rendendole vulnerabili all'assalto dei capitali stranieri.Ci saremmo aspettati, invece, da parte del Governatore anche una riflessione critica sugli ancora troppo alti stipendi dei manager, sul business delle consulenze incrociate e sull'adeguatezza dell'attivita' di vigilanza esercitata da Bankitalia.Di fronte a questo repentino e controproducente cambiamento di rotta si apre conseguentemente una nuova fase di contrapposizione da parte delle organizzazioni sindacali, che sara' condivisa con tutti i lavoratori del settore'', conclude la nota.

red/men

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