martedì 24 gennaio | 22:17
pubblicato il 14/set/2013 14:05

Banche: Ecofin 'rispolvera' schema garanzia depositi

(ASCA) - Bruxelles, 14 set - Un sistema europeo di garanzia dei depositi bancari resta un'idea su cui l'Europa intende lavorare. L'Ecofin informale di Vilnius discute di riforma del settore bancario, 'rispolverando' un progetto che sembrava ormai accantonato. ''L'idea di un sistema di garanzia dei depositi non e' stata abbandonata'', ha detto Rimantas Sadzius, ministro delle Finanze della Lituania, paese con la presidenza di turno del Consiglio Ue. Al contrario ''e' stata ripresa'' e ci si tornera' a ragionare.

La questione - che finora ha trovato sempre la ferma opposizione della Germania - e' stata discussa insieme a un altro tassello fondamentale per il sistema creditizio: il fondo di risoluzione unico di risoluzione delle crisi bancarie, lo strumento del Meccanismo unico di risoluzione legato al Meccanismo di supervisione bancaria. ''Prima si discute del Fondo di risoluzione, poi del sistema di garanzia dei depositi'', ha detto Sadzius, perche' adesso - nell'ambito del progetto di unione bancaria - e' prioritario procedere con l'affiancamento del meccanismo di risoluzione a quello di sorveglianza. Vanno rispettati i tempi: la supervisione della Bce si vorrebbe farla partire a ottobre 2014, ed e' stabilito che la vigilanza scattera' dopo un anno dalla pubblicazione dei testi su Gazzetta Ufficiale dell'Ue.

La Bce, che da tempo ha chiesto la creazione di un sistema comune di garanzia di depositi, ha comunque voluto ribadire la propria linea. ''E' certamente importante, anche se non per l'immediato'', e' il commento di Vitor Constancio, vicepresidente della Banca centrale europea. Il progetto ''non e' morto'', ha voluto aggiungere.

I ministri dell'Economia e delle Finanze dei ventotto intendono poi rafforzare la lotta all'evasione e alle frodi fiscali. C'e' l'intenzione, a livello Ue, di continuare sulla strada dello scambio automatico di informazioni. ''Una sua attuazione e' la nuova sfida del Fisco'', ha ribadito il commissario europeo per la Fiscalita' e l'unione doganale, Algirdas Semeta. Diversa la situazione per i paesi extra-Ue (Liechtenstein, Principato di Monaco, San Marino e Svizzera): per loro c'e' molta piu' riluttanza, anche se ''vediamo delle aperture che erano impensabili fino a un paio di anni fa''.

L'intesa dei ventotto e' quella di continuare i negoziati con i quattro paesi extra-Ue e di procedere ancor piu' speditamente come Ue.

bne/vlm

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