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pubblicato il 24/feb/2014 17:24

Banche: Brunelli (Agci), si ha ragione a parlarne male

(ASCA) - Torino, 24 feb 2014 - ''Certi giudizi da cittadino, alla luce dei salvataggi delle banche e dei banchieri, li condivido. Si ha ragione a parlar male delle banche. Ma dobbiamo distinguere: nelle banche piccole che fanno operativita' tradizionale, imbrogli non ce ne sono. Magari si commettono errori, ma c'e' chiarezza e trasparenza. Non parliamo della banche come un sistema omogeneo''. Giorgio Brunelli presidente di Banca Agci, che ha aperto oggi una filiale a Torino che si affianca alla sede storica di Bologna, con l'obiettivo del break even gia' entro quest'anno, attacca le grandi banche ricordando come Banca Agci sia nata nel 2008 proprio per ricreare un circolo virtuoso tra raccolta e impieghi, di cui il 70% viene reinvestito nel territorio di provenienza.

Secondo un'indagine presentata da Ispo ricerche di Renato Mannheimer in occasione dello sbarco a Torino della banca espressione del movimento cooperativo, la credibilita' del sistema bancario e' al minimo. Oltre la meta' dei torinesi, il 55%, non si fida della propria banca, mentre 4 su cinque, il 79% affermano che il sistema bancario non e' vicino alla clientela nei momenti di crisi. Banca Agci, espressione dell'Associazione Generale Cooperative Italiane, terza centrale cooperative dopo Concooperative e Lega Coop, ha 16 dipendenti e 2000 clienti per il 70% imprese. La raccolta ha raggiunto i 100 milioni e gli impieghi sono a quota 80 milioni.

Formalizzata l'espansione in Piemonte, in programma ci sono nuovi passi, l'apertura di una filiale a Roma, dove gia' esiste un ufficio promotori, entro la primavera del 2015, e l'aumento di capitale entro l'anno per consentire maggiore operativita' anche alla luce dei nuovi paramentri di Basilea 3. ''Il nostro core tier 1 e' al 32% - sottolinea il direttore generale Bruno Chiecchio, - c'e' l'intenzione dei soci di aumentare ulteriormente le possibilita' di espansione della banca''. Nel 2013, per il secondo anno consecutivo il bilancio si e' chiuso con un utile di 200 milioni. ''Avrebbe potuto essere di un milione - ha detto Chiecchio - ma abbiamo preferito aumentare gli accantonamenti per coprirci da eventuali crediti inncagliati che sono comunque ad una percentuale minima, sotto l'1%''. eg/sam/

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