sabato 21 gennaio | 20:57
pubblicato il 20/gen/2015 20:04

Banche: alle 10 big tra le popolari 18 mesi per diventare Spa

Cdm vara riforma. Escluse, per ora, Bcc e Istituti minori

Banche: alle 10 big tra le popolari 18 mesi per diventare Spa

Roma, 20 gen. (askanews) - Le grandi banche popolari nazionali si dovranno trasformare in società per azioni, confrontarsi con i cambiamenti ed il processo di consilidamento del mercato europeo e sottoporsi alla vigilanza della Bce.

E' questo, in estrema sintesi, il cuore delle misure varate dal Consiglio dei ministri nell'ambito di un decreto "sistema bancario e investimenti" ridotto all'essenziale in attesa della nomina del nuovo Capo dello Stato.

Per quanto riguarda l'attesa riforma delle banche popolari, questa riguarderà solo i 10 istituti che vantano attivi superiori a 8 miliardi di euro.

Si tratta di Ubi, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Banca Popolare di Bari.

Queste avranno 18 mesi, quindi presumibilmente fino a fine luglio 2016, per trasformarsi in Spa. Anche se lo stesso ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha in qualche modo auspicato che il processo possa essere tecnicamente concluso in tempi più brevi.

Anche perchè le 10 big tra le popolari, ha spiegato Padoan, dovranno affrontare la maggiore integrazione mercati europei, l'inevitabile consolidamento e passare alla supervisione europea con il completamento del processo di unione bancaria.

Il provvedimento del governo quindi non cancella, come si era anche ipotizzato, l'articolo 30 del Testo Unico bancario che disciplina il voto capitario e i limiti alla partecipazione nel capitale dei singoli soci e delle fondazioni bancarie.

Disposizioni che verranno semplicemente superate dai 10 Istituti più grandi che dovranno adeguare gli statuti alla normativa prevista per le società per azioni.

Escluse, per ora, le altre popolari di dimensione più contenuta, si tratta di circa una sessantina d'istituti, così come le banche di credito cooperativo che "non vengono toccate" come ha precisato lo stesso premier Matteo Renzi.

Almeno per ora, visto che Padoan, pur volendo preservare "una forma di governance che ha servito bene il Paese e le comunita locali", non ha nascosto la necessità anche per le Bcc di un cambiamento nel più lungo termine quando "andranno valutati suggerimenti di modifica della governance, perchè quello che sta succedendo in Europa lo stiamo vedendo".

Il pacchetto sulle banche contiene anche una norma sulla portabilità dei conti correnti che facilita il passaggio da un Istituto all'altro. La misura prevede che questo avvenga "senza oneri o spese di portabilità a carico del cliente" ed entro termini definiti e contenuti. Se questi non vengono rispettati è previsto un risarcimento al cliente "in misura proporzionale al ritardo e alla disponibilità esistente sul conto".

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