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pubblicato il 27/nov/2013 12:35

Auto: Promotor, nel 2014 mercato Italia in lieve ripresa

Auto: Promotor, nel 2014 mercato Italia in lieve ripresa

(ASCA) - Roma, 27 nov - Nel 2014 le immatricolazioni di autovetture sul mercato italiano potrebbero attestarsi a quota 1.330.000 con un incremento del 2,7% sul 2013, che, con ogni probabilita', dovrebbe chiudere il suo bilancio annuale con 1.295.000 immatricolazioni. Un volume estremamente depresso che, con un calo del 48,1% sui livelli ante-crisi, ha riportato il mercato italiano sugli standard della meta' degli anni ''70. La previsione per il 2014 e' stata fatta dal Centro Studi Promotor nel corso della conferenza stampa sulla situazione e sulle prospettive dell'economia e del mercato dell'auto tenuta oggi al Circolo della Stampa di Milano. ''Con una crescita cosi' modesta sul livello infimo del 2013 - ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - il 2014 sara' un altro anno di passione per il mercato dell'auto, ma anche per l'economia italiana. Le condizioni per un arresto della caduta delle immatricolazioni sembrano essersi create, ma non vi sono certamente ancora le condizioni per una ripresa degna di questo nome''. Secondo Quagliano, le previsioni che un anno fa alcuni facevano di una ripresa dell'economia gia' nel 2013 sono state frustrate dal risultato elettorale, che non ha consentito la formazione di un Governo in grado di adottare provvedimenti efficaci per la ripresa. Nel 2013 tuttavia, pur in un quadro ancora fortemente negativo per quanto riguarda i consumi interni, il commercio estero, l'occupazione ed altri importanti aggregati, sono maturati alcuni elementi che inducono a ritenere che l'inversione di tendenza sia vicina.

In particolare si e' fermata la caduta della produzione industriale, vi e' un certo recupero nel fatturato e negli ordinativi dell'industria e vi e' un certo miglioramento del clima di fiducia dei consumatori. L'attesa del Ministro Saccomanni di un segnale positivo a fine anno potrebbe quindi non andare delusa. Il massimo che si puo' sperare per il 2014 e' pero' una crescita del Pil dello 0,7% che sarebbe coerente con le attese di recupero del mercato dell'auto. Non si tratta pero' certo di un tasso di sviluppo che avvicini il traguardo del raggiungimento dei livelli ante-crisi, ne' per l'economia ne' per l'auto. Per una vera ripresa ci vuole altro che una piccola crescita che potrebbe avere anche il carattere di un rimbalzo piu' che quello di una inversione di tendenza nel percorso di declino che l'economia italiana ha imboccato e che risulta con chiarezza da fonti piu' che attendibili. Da un'elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor su dati Eurostat (tabella allegata) emerge infatti che nel 2001 fatto 100 il Pil pro-capite della UE l'indice per l'Italia era 119, mentre nel 2012 fatto 100 il Pil pro-capite della UE l'indice per l'Italia e' 99. Il calo e' di 20 punti. Nessun altro Paese ha perso cosi' tanto terreno. Il declino dell'Italia (e per quel che conta del suo mercato dell'auto) e' dunque gia' in atto da tempo. Per fermarlo non sono sufficienti Governi condannati a una politica di piccolo cabotaggio in quanto prigionieri degli orientamenti contrapposti dei partiti che compongono le loro maggioranze. Per voltare pagina occorre che si superi l'impasse politica e che il Paese possa contare su un Governo in grado non solo di utilizzare per lo sviluppo tutti gli spazi consentiti dalle norme della zona euro, ma anche di porre ai partner dell'Eurozona l'esigenza di rivedere i trattati per poter adottare una politica economica che non sia piu' antitetica rispetto a quelle che, con risultati importanti in termini di crescita, stanno adottando le altre economie avanzate. E naturalmente occorre anche che questo auspicabile nuovo Governo affronti pure i nodi degli sprechi e delle inefficienze del Paese. Se tutto questo avvenisse il declino gia' in atto potrebbe essere scongiurato, altrimenti bisognera' adattarsi a vivere in un Paese di serie B e (per quel che conta) ad avere un mercato dell'auto di serie C.

red/did/

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