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pubblicato il 17/gen/2013 14:59

Auto: Marchionne, finalmente da Ue realismo e visione strategica

(ASCA) - Milano, 17 gen - L'Unione Europea ha dimostrato di avere ''finalmente realismo e una visione complessiva dei problemi'' mettendo a punto il piano d'azione per l'industria europea dell'auto. Ne e' convinto l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che durante il suo intervento dal palco del Palazzo della Borsa di Milano in occasione del 'Quattroruoteday' non ha mancato di soffermarsi sul nuovo approccio politico europeo nei confronti del settore.

''Purtroppo, molto spesso, il mondo politico vede la filiera dell'auto piu' come un bacino di risorse alle quali attingere in tempi d'emergenza che come un settore strategico, fonte di occupazione e di crescita. Piu' come una vacca da mungere che come un patrimonio da valorizzare e rafforzare'', ha denunciato il top manager elencando i maggiori elementi di criticita': ''L'eccesso di regolamentazione che grava sui costruttori; le crociate irrealistiche sull'idrogeno e sull'elettrico; l'accordo di libero scambio con la Corea del Sud; la scelta di non intervenire a livello comunitario per affrontare il problema della sovraccapacita' produttiva'', tutti ''esempi di iniziative prive di visione o addirittura dannose per la nostra industria''. Poi e' arrivata la crisi economica, la quale ''forzando al limite la tenuta di un settore che conta 12 milioni di occupati in Europa'', e' riuscita ''a far aprire gli occhi'' al mondo della politica.

Che ha dunque mutato ''l'approccio con cui finalmente si guarda a questa industria''.

Al punto che il documento Cars 2020 ''riconosce chiaramente l'importanza strategica del settore auto per la ripresa economica, per generare crescita e occupazione. Riconosce che si tratta di un tassello fondamentale dell'economia e della societa' europea, essenziale per garantire una solida base manifatturiera. Sottolinea la necessita' di un impegno attivo dell'Europa par rafforzare la competitivita' del settore e sostenerlo nel seguire nuove opportunita' di crescita nei mercati mondiali''. E soprattutto, ha evidenziato Marchionne, ''si pone l'obiettivo di frenare la tendenza in corso - la progressiva perdita di peso di questa industria in Europa - e di portarlo dall'attuale 16% del PIL al 20% entro il 2020''.

Non solo, secondo l'amministratore delegato della Fiat, ''il piano e' importante anche perche' prende atto che ci troviamo ad una svolta storica e che il modello di business al quale siamo abituati e' destinato a cambiare in modo permanente. Ridurre la dipendenza dal petrolio, adeguare l'attuale capacita' produttiva, ricercare maggiori efficienze, adeguarsi ad una pressione competitiva crescente, cercare opportunita' nei mercati extra europei, sono tutti elementi che la Commissione Europea considera basilari per affrontare una nuova 'rivoluzione industriale' del nostro settore. Non e' la prima volta che l'Europa si pronuncia su questi temi, ma e' certamente la prima volta che lo fa in modo equilibrato, dimostrando di comprendere i tempi e le esigenze dell'auto''.

fcz/cam

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