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pubblicato il 17/set/2013 11:37

Auto: immatricolazioni Ue agosto -4,9%. Csp, e' doccia scozzese

Auto: immatricolazioni Ue agosto -4,9%. Csp, e' doccia scozzese

(ASCA) - Roma, 17 set - Doccia scozzese per il mercato europeo dell'auto. Nell'area UE27+EFTA, dopo un primo semestre in calo del 5,6%, secondo i dati diffusi oggi dall'Acea, in luglio le immatricolazioni sono aumentate del 4,9%, ma in agosto vi e' stato un calo della stessa percentuale della stessa entita' (- 4,9%). Il consuntivo dell'area dei primi otto mesi dell'anno con 8.144.714 autovetture chiude comunque in calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, calo che e' in netta controtendenza rispetto all'andamento del mercato automobilistico mondiale che continua a crescere. Da un'elaborazione originale del Centro Studi Promotor sui dati Acea emerge che la contrazione nella UE e' dovuta esclusivamente alla zona euro che, nel periodo gennaio-agosto 2013, accusa un calo dell'8,5%, mentre complessivamente i paesi dell'Unione che non adottano l'euro fanno registrare una crescita del 5,4%. Le ragioni del calo nella zona euro sono tutte riconducibili agli affetti recessivi sull'economia delle politiche di austerity. Nella zona euro a fine agosto solo tre sono tre piccoli mercati sono in crescita: quello dell'Estonia (+14,6%), quello della Slovenia (+0,9%) e quello del Portogallo (+5,8%) che ha gia' pagato in passato un prezzo elevatissimo alle politiche di austerity. Tutti gli altri mercati nazionali della zona euro sono in calo, compresi naturalmente quelli piu' importanti. In Francia le immatricolazioni sono scese del 9,8%, in Germania del 6,6%, in Italia del 9% e in Spagna del 3,6%. Ben diversa e' la situazione per i paesi UE che non adottano l'euro che complessivamente, come si e' detto, crescono del 5,4% con un incremento particolarmente significativo (+10,4%) nel grande mercato del Regno Unito. Per quanto riguarda in particolare l'Italia, che nella prima parte dell'anno ha visto le immatricolazioni collocarsi su livelli inferiori del 50% rispetto ai dati ante-crisi, la caduta della domanda nel 2013 e' apparsa in rallentamento dall'inizio dell'anno. In luglio il calo sullo stesso mese del 2012 si era ridotto all'1,6% e ci si attendeva il primo dato positivo in agosto in coerenza con le previsioni ufficiali di miglioramento del quadro economico. Cosi' non e' stato in quanto agosto ha fatto registrare un calo del 6,6%. Le attese di ripresa sono quindi state rinviate a settembre. red/glr

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