martedì 17 gennaio | 12:36
pubblicato il 14/nov/2015 12:25

Assopopolari, Sforza Fogliani: la politica deve tutelarci

"Piena adesione alla presa di posizione del presidente Abi"

Assopopolari, Sforza Fogliani: la politica deve tutelarci

Roma, 14 nov. (askanews) - La presa di posizione del presidente dell'Abi Antonio Patuelli "merita piena e incondizionata adesione". Il presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, apprezza le parole del numero uno dell'Abi che in una intervista a La Stampa annuncia una raffica di ricorsi e denunce se l'Unione Europea vieterà il salvataggio di Carife, Pop Etruria, Banca Marche e CariChieti tramite il Fondo Interbancario di tutela dei depositi.

"L'Italia ha il diritto di pretendere che le banche italiane - continua Sforza Fogliani - nell'ambito della libera concorrenza su basi paritarie, non abbiano trattamenti discriminatori".

Il presidente di Assopopolari lancia un appello alla politica. "La politica deve intervenire - afferma ad askanews - non si capisce perché all'estero finanziamenti pubblici alle banche non sono stati considerati aiuti di Stato mentre in Italia l'intervento con risorse private sarebbe un aiuto di Stato".

Sforza Fogliani ricorda che il mondo del credito italiano ha affrontato la durissima crisi finanziaria esplosa nel 2008 senza aiuti da parte dello Stato. "Le banche italiane non hanno avuto bisogno di aiuti di Stato a differenza di quanto è avvenuto in paesi come Francia, Germania e Spagna". Per il presidente di Assopopolari l'Italia non si è mossa in ritardo rispetto ad altri paesi come la Spagna che ha costituito la bad bank rapidamente. "Ripeto, le banche italiane hanno superato la fase acuta della crisi senza la necessità di aiuti pubblici". "Oggi molte sofferenze - continua il presidente di Assopopolari - sono la conseguenza della crisi del 2008. Le banche private chiedono di poter intervenire con oltre 2 miliardi di euro e non si capisce perché l'Unione Europea abbia da ridire".

Infine le norme sul bail-in dopo l'ultimo via libera del governo per l'entrata in vigore a inizio dell'anno prossimo. "E' uno strumento che è bene che sia previsto - commenta Sforza Fogliani - ma ritengo che sia incostituzionale. Il coinvolgimento di correntisti e obbligazionisti è contrario alla costituzione che protegge il risparmio".

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