sabato 21 gennaio | 14:41
pubblicato il 22/mag/2014 15:55

ASI: Battiston, scommessa e' far lavorare insieme industria e ricerca

(ASCA) - Roma, 22 mag 2014 - ''Credo che la potenzialita' del nostro paese nel settore spaziale sia molto alta, veniamo da una tradizione cinquantennale di ricerca, sperimentazione, sviluppo e attivita' industriale partendo dal progetto san Marco che ha visto l'Italia terzo paese a mettere in orbita un suo satellite''. ''Ho molta fiducia che l'Italia stia facendo molto e possa fare anche di piu' con una corretta gestione delle risorse e con scelte strategiche improntate alla competizione con riguardo al medio e lungo termine. La mia e' anche una sfida personale, ho lavorato in questo settore per 20 anni''. Cosi' il neo presidente dell'Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston intervistato da Asca a meno di una settimana dalla sua nomina alla guida dell'ASI, che esce cosi' da un periodo di commissariamento.

Per assicurare all'Italia il posto che le spetta nel contesto internazionale bisogna agire su due fronti: idee e risorse.

''Inutile far finta che questo secondo problema non ci sia. Fino a 4-5 anni fa - osserva Battiston - l'Agenzia spaziale italiana aveva in bilancio, come quota del fondo ordinario degli enti di ricerca, tra i 650 e i 670 milioni di euro.

Nell'ultimo bilancio certificato, le risorse si attestano a 503 milioni di euro. Un calo enorme. Il contributo obbligatorio all'Esa 4-5 anni fa era di 350 milioni di euro, sommando i costi fissi per circa 60 milioni, si arrivava a circa 400-410 milioni gia' impegnati per queste due voci.

Restavano circa 250 milioni per attivita' strategiche nazionali o di rafforzo alle attivita' in Esa. Era un bilancio equilibrato, tra iniziative nazionali e internazionali. Ora l'ASI ha a disposizione 503 milioni di euro, e con il contributo Esa che e' salito a 400 milioni di euro e costi fissi per 60 milioni, quello che resta sono circa 43 milioni di euro per le attivita' nazionali. Dunque, una riduzione forte. Se le cose restano cosi', ho poco margine di manovra''. Quanto alle idee, alle strategie Battiston ha un obiettivo che e' anche un impegno: far lavorare insieme industria e ricerca. ''L'ASI e' un'agenzia di finanziamento di progetti che vengono da fuori, dal mondo della ricerca, dalle universita', dal mondo dell'industria. L'Italia ha una difficolta' endemica a far lavorare insieme industria e mondo della ricerca. L'ASI, ne sono convinto, ha gli strumenti per migliorare, facilitare questo rapporto che in altri paesi gia' esiste. Io - prosegue Battiston - sono uno scienziato puro ma con una significativa esperienza di management di progetti internazionali e ho esperienza di imprenditoria, ho fondato un paio di spin-off e so cosa vuol dire muoversi nel mondo dell'industria. Il mio impegno e' garantire perche' si colmi questa lacuna, in modo da attivare meccanismi incentivanti che agiscano da moltiplicatore dell'effetto economico, divenendo cosi' anche piu' credibile verso il decisore''.

''Quando un paese come l'Italia riesce a sviluppare tecnologie all'avanguardia e di successo - dichiara il presidente dell'ASI - ci vengono a chiedere e a comprare il prodotto anche gli enti di ricerca internazionali. Di recente ho portato a buon fine con l'Istituto nazionale di fisica nucleare un contratto con la Cina per la produzione di strumentazione per lo spazio e un accordo analogo e' stato realizzato con la Russia. Si pensa sempre che il mondo della ricerca consumi soldi piu' che produrne, in realta' non e' cosi'. Se investiamo credibilmente per un certo periodo otteniamo risultati che rappresentano un ritorno dell'investimento iniziale. Se guardiamo all'industria spaziale italiana, vediamo che ci sono commesse importanti dall'estero: ad esempio il progetto Cygnus della Orbital Science statunitense e' realizzato grazie a un importante contratto con Thales-Alenia a Torino. L'Italia ha tecnologie e competenze a livelli veramente altissimi. La nostra difficolta' sta nel fare sistema, organizzare tutta questa capacita' di iniziativa in modo che il paese ne abbia un vantaggio visibile''. lcp/gbt

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