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pubblicato il 28/gen/2016 15:27

Arrivano i saggi di Confindustria, parte corsa per dopo Squinzi

Regina e Vacchi in pista. C'è attesa per Bonometti e Boccia

Arrivano i saggi di Confindustria, parte corsa per dopo Squinzi

Roma, 28 gen. (askanews) - Con il sorteggio della triade dei saggi parte ufficialmente la corsa per la presidenza di Confindustria. Una corsa che si preannuncia affollata e ricca di sorprese. Decisivo sarà il ruolo dei saggi sorteggiati dal Consiglio generale: il marchigiano Adolfo Guzzini, il piemontese Giorgio Marsiaj e il campano Luca Moschini.

Nelle prime due settimane dall'insediamento, secondo le nuove regole della riforma Pesenti, solleciteranno le autocandidature, poi sonderanno il sistema confindustriale e infine, se tutto filerà liscio, porteranno al voto del Consiglio generale del 17 marzo il nome di uno o più candidati. Ma se nessuno dei candidati dovesse riscuotere un alto consenso, i saggi potranno sollecitare altre candidature e, a quel punto, il voto slitterebbe al 31 marzo.

Al momento in pista, ci sono diversi imprenditori, ma il rischio, dato che chi si candida dovrà dimostrare di avere almeno il 20% dei voti assembleari, è quello di una frammentazione dei consensi ed è per questo che, negli ultimi giorni, si stanno intensificando gli incontri per trovare accordi e intese.

I candidati usciti ufficialmente allo scoperto restano Alberto Vacchi, numero uno degli industriali bolognesi e alla guida dell'Ima, il colosso del packaging di Ozzano da oltre un miliardo di fatturato, e Aurelio Regina, ex presidente di Unindustria e Confindustria Lazio, presidente e azionista di Manifatture Sigaro Toscano e partner di Egon Zehnder. Ma si attendono le mosse del metalmeccanico Marco Bonometti, presidente degli industriali bresciani, del salernitano Vincenzo Boccia, già presidente della Piccola industria di Confindustria e di Fabio Storchi, numero uno di Federmeccanica, invitato a candidarsi dalla sua federazione. Bonometti ha fatto sapere che, nel rispetto delle regole, si esprimerà solo il 2 febbraio, giorno della riunione di Confindustria Lombardia. Mentre il 4 febbraio la Piccola industria, in occasione del Consiglio nazionale, potrebbe indicare il proprio candidato.

Intanto Assolombarda, in un documento riservato, ha tracciato l'identikit del successore di Giorgio Squinzi: "Confindustria è riconoscibile quando parte dal manifatturiero, fortemente industrializzato". E il leader della potente associazione, Gianfelice Rocca, ha chiarito: "come Assolombarda abbiamo espresso l'idea che il nuovo presidente venga dal manifatturiero". Ma è ancora da capire se si tratti di un endorsement per Vacchi, sul cui nome Rocca non si è voluto sbilanciare. E non ha espresso preferenze neanche l'ex presidente Luca Cordero di Montezemolo, tra i maggiori sponsor, secondo i rumors, della candidatura di Vacchi: "sto tre metri indietro, anzi quattro facciamo cinque", ha detto lasciando la sede di viale dell'Astronomia. E scherzano con i cronisti ha aggiunto: "sto pensando di ricandidarmi nel caso in cui non si trovasse l'accordo su un nome".

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