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pubblicato il 27/lug/2016 07:32

Apple: vendite iPhone ancora in calo ma trimestrale sopra stime

Il segmento dei servizi brilla

Apple: vendite iPhone ancora in calo ma trimestrale sopra stime

Roma, 27 lug. (askanews) - Per il secondo trimestre di fila, Apple ha registrato vendite di iPhone in calo su base annuale. Il numero di smartphone venduti nei tre mesi chiusi il 25 giugno scorso è stato per altro il più basso da quasi due anni tanto da rappresentare il 56,8% dei ricavi di gruppo, in calo dal 69,4% del secondo trimestre fiscale del 2015. Questo andamento porta gli analisti a chiedersi se i consumatori abbiamo perso il loro amore cieco per il colosso di Cupertino - l'azienda quotata più grande al mondo - o se semplicemente sono in attesa del lancio di nuovi modelli, atteso a settembre (il mese in cui storicamente ogni due anni vengono presentate novità di software e hardware). Certo è che il gruppo californiano ha visto le vendite calare in Usa, in Cina e in Europa mentre il Giappone sono cresciute. La punta di diamante è stato il segmento dei servizi, quello che include l'iCloud, Apple Music e Apple Pay.

Quello che per il gruppo è stato il terzo trimestre fiscale, gli utili sono arrivati a quota 7,8 miliardi di dollari, in ribasso del 27% dai 10,7 miliardi del periodo aprile-giugno del 2015 ma sopra i 7,7 miliardi calcolati dagli analisti. I profitti per azione al netto di voci straordinarie sono scesi a 1,42 dollari, comunque oltre le stime del mercato per 1,38 dollari.

I ricavi sono stati pari 42,4 miliardi, in ribasso del 14,5% dai 49,6 miliardi dello stesso periodo del 2015 ma sopra le previsioni degli esperti che erano per 42,09 miliardi.

Anche il numero di iPhone venduti, per quanto sceso del 15% su base annuale a 40,399 milioni di pezzi, è risultato migliore del previsto. Il fatturato generato dallo smartphone è tuttavia sceso del 23% a 24,048 miliardi con i consumatori che hanno puntato sull'iPhone SE, la versione più economica e con schermo più piccolo del dispositivo. Da segnalarw poi la ripresa dell'iPad (merito del modello iPad Pro) in termini di ricavi (+7% annuo) ma non di unità (-9%). Il numero di Mac venduti è calato dell'11% sul periodo aprile-giugno del 2015. Nella categoria "altri prodotti" - quella che comprende l'Apple Watch, l'Apple TV, i prodotti Beats, l'iPod e accessori di parti terze - il fatturato è calato del 16% a 2,219 miliardi di dollari. Nel segmento "servizi" - che comprende AppleCare e Apple Pay - i ricavi sono arrivati a quota 5,976 miliardi (+19% annuo). E' proprio su questo segmento che il direttore finanziario di Apple, l'italiano Luca Maestri, si è soffermato così come sui ricavi registrati dall'App Store, "i più alti di sempre" con transazioni realizzate dai consumatori "ai massimi record".

A livello geografico, le Americhe restano il mercato numero uno del gruppo ma l'Europa è tornata ad essere il secondo dietro alla Greater China, Regione composta da Cina, Hong Kong e Taiwan dove i ricavi sono calati in un anno del 33% e del 29% su base trimestrale. Tuttavia l'amministratore delegato Tim Cook si è detto ottimista sulla Cina e sull'India. Nella conference call con gli analisti, ha spiegato di avere viaggiato nelle due nazioni nell'ultimo trimestre dicendosi "molto incoraggiato sulle prospettive di crescita" tanto che "rimaniamo molto ottimisti sulle opportunità di lungo termine nella Greater China, dove continuiamo a investire". Per rassicurare gli investitori Cook ha detto che nei primi tre trimestri dell'anno fiscale, i ricavi totali in quell'area "sono stati di quasi 40 miliardi di dollari, in rialzo del 55% sullo stesso arco temporale di due anni fa mentre le unità di iPhone [vendute] sono cresciute del 47%". L'India "uno dei nostri mercati a più rapida crescita".

Il gruppo ha annunciato un dividendo di 57 centesimi di dollaro per azione; verrà pagato l'11 agosto prossimo a chi risulterà socio l'8 agosto.

La seduta di ieri era finita per il titolo Apple in calo dello 0,69% a 96,67 dollari. Nel dopo mercato ha guadagnato quasi il 7% grazie alla trimestrale, diffusa dopo la chiusura di Wall Street.

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