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pubblicato il 31/ago/2016 10:20

Apple, la ong Oxfam approva la maxi stangata dell'Ue a Cupertino

Duro Tim Cook: ora a rischio investimenti e lavoro in Europa

Apple, la ong Oxfam approva la maxi stangata dell'Ue a Cupertino

Bruxelles (askanews) - La Oxfam, la Ong che si occupa di diritti umani e lotta alla povertà, ha accolto con favore la notizia della maxi stangata da 13 miliardi di euro comminata dall'Unione Europea alla Apple, per tasse arretrate, non pagate per circa 20 anni, in seguito a un accordo fiscale con il governo irlandese, ritenuto illegale.

"Innanzitutto supportiamo naturalmente l'attività della Commissione affinché continui la sua indagine - ha spiegato Aurore Chardonnet, consigliera per la politica comunitaria della Ong - però ammetto che siamo sorpresi di constatare che ancora oggi possano avvenire episodi come questo che consentono di aggirare i regimi fiscali. Non è piacevole vedere che alcuni Paesi europei hanno pratiche che danneggiano non solo gli altri Paesi comunitari ma anche quelli in via di sviluppo".

In Irlanda la Apple impiega circa 5.000 persone ma secondo la Commissione europea il cosiddetto "quartier generale irlandese" è esistito solo sulla carta, senza impiegati, senza una sede e senza alcuna attività reale.

L'unico scopo, spiegano, era di poter attribuirvi gli utili delle attività estere e usufruire delle aliquote superscontate concesse dal governo di Dublino. Si parla dell'1% sugli utili nel 2003 fino ad arrivare allo 0,005% pagato nel 2014. In sostanza due anni fa Apple era arrivata a pagare una imposta di 5 euro per ogni 100mila euro di profitti.

Duro il commento dell'amministratore delegato della multinazionale americana, Tim Cook, secondo il quale ora sarebbero a rischio posti di lavoro e investimenti in Europa. "La Commissione europea - ha commentato in una nota - sta cercando di riscrivere la storia di Apple in Europa, ignorando le leggi irlandesi sul fisco e stravolgendo il sistema fiscale internazionale".

Ancora più dura la replica del Dipartimento del Tesoro americano

secondo il quale la scelta dell'esecutivo dell'Unione europea "minaccia di compromettere gli investimenti stranieri, il clima

imprenditoriale in Europa e l'importante spirito di partnership

tra Stati Uniti ed Europa", mentre la Casa bianca ha chiesto di "non procedere con misure 'unilaterali'".

L'ordine di pagamento imposto da Bruxelles è il più alto mai deciso in Europa, ben superiore al precedente record di 1,3 miliardi di euro richiesti alla società che gestisce il circuito del Nurburgring per aiuti di stato. E conferma la nuova strategia della Commissione che ha avviato una stretta sui temi della concorrenza e soprattutto sulle questioni fiscali.

(Immagini Afp)

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