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pubblicato il 15/giu/2011 11:30

Appalti/ Authority: Poca concorrenza, lavori lunghi e costi alti

In 2010 mercato vale 111 mld, poco più 8% Pil

Appalti/ Authority: Poca concorrenza, lavori lunghi e costi alti

Roma, 15 giu. (askanews) - Opere pubbliche con tempi interminabili e costi spesso in continuo aumento. E' la fotografia del mercato dei contratti pubblici che emerge dalla relazione annuale dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Un settore che "presenta ancora numerose criticità, consistenti principalmente - ha sottolineato il presidente Giuseppe Brienza nella sua relazione in Senato - in uno scarso livello concorrenziale, un'eccessiva litigiosità dei soggetti coinvolti, una sproporzionata durata dell'esecuzione dei contratti, nonché un frequente ed immotivato ricorso a varianti che provocano un sensibile aumento dei costi contrattuali". Un settore economico che peraltro ha un grosso peso sul Pil. Nel 2010 il mercato complessivo degli appalti in Italia ha raggiunto i 102 miliardi di euro, un valore pari all'8% del Pil, e ha occupato quasi 1,5 milioni di persone. A questo valore vanno però aggiunti circa 9 miliardi tenendo conto di tutta una serie di categorie di appalti che fanno salire il dato a 111 miliardi. E' quanto evidenzia nella sua relazione annuale. Infatti, spiega l'Authority, il dato di 102 miliardi potrebbe risultare sottostimato al fine di quantificare complessivamente il mercato degli appalti pubblici. Infatti, una stima più precisa dovrebbe tenere conto degli appalti in deroga, sottratti per legge agli obblighi di comunicazione, di quelli segretati, di quelli espletati dalle società a partecipazione pubblica molti dei quali sono emersi a seguito di specifiche indagini dell'Autorità e di quelle affidati dalle cooperative sociali. Dall'aggregazione di tali dati risulta pertanto che l'importo complessivo del mercato è quindi di circa 111 miliardi di euro annui di cui circa 37 miliardi affidati con procedura negoziata. Per il presidente Giuseppe Brienza, "la legge sulla tracciabilità e la conseguente obbligatorietà di richiesta di un codice identificativo gara porterà, come naturale conseguenza, a stimare nei prossimi anni in modo sempre più preciso il mercato dei contratti pubblici".

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