mercoledì 18 gennaio | 02:53
pubblicato il 09/giu/2015 13:16

Anita: per autotrasporto riforma organica, ora scelte coraggiose

Assemblea in Puglia. "Persi 200mila posti lavoro, stop a dumping"

Anita: per autotrasporto riforma organica, ora scelte coraggiose

Fasano (askanews) - Ingranare la quinta e premere il piede sull'acceleratore delle riforme. È la richiesta arrivata dagli autotrasportatori all'assemblea annuale dell'Anita, l'associazione aderente a Confindustria che si è riunita quest'anno in un hotel-masseria a Fasano, vicino Brindisi. Servono subito "scelte coraggiose" e per il presidente Thomas Baumgartner è indispensabile un piano organico per rilanciare il settore. "Al governo chiediamo principalmente di portare avanti la riforma dell'albo dei trasportatori. Sappiamo che nell'albo dei trasportatori oggi sono iscritte imprese irregolari, imprese apri-e-chiudi, imprese infiltrate dalla malavita, imprese che non pagano i contributi. Questo non può essere possibile".

È necessario agire anche in Europa, dicono gli imprenditori. Per fermare il dumping sociale delle imprese dell'Est, che operano con costi degli autisti più bassi di oltre la metà rispetto all'Italia. Una concorrenza sleale, secondo Baumgartner, che sta danneggiando fortemente i trasportatori italiani. "Dobbiamo sempre tenere in considerazione che negli ultimi cinque anni sono stati persi quasi 200mila posti di lavoro in questo settore. E vogliamo recuperare quei posti di lavoro".

Proposte subito raccolte e condivise dai parlamentari e dai rappresentanti di polizia stradale e Motorizzazione che hanno partecipato all'assemblea nel lussuoso resort sulla costa pugliese. Lo stesso ministro dei trasporti Graziano Delrio, in un videomessaggio, ha ribadito l'impegno del governo per far diventare il settore logistica e autotrasporto "uno dei principali motori della ripresa".

Uno sforzo sostenuto dall'Anita, che invita l'esecutivo ad andare avanti nel cambiamento. "Vediamo che le riforme attuate dal governo Renzi incominciano ad avere i primi effetti. Vediamo che la nuova disciplina sul Jobs act ci dà la possibilità di essere più produttivi nella gestione dei nostri mezzi. Riteniamo che siamo sulla via giusta, bisogna però insistere su altri interventi e sulle riforme strutturali da fare ancora".

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