giovedì 08 dicembre | 00:11
pubblicato il 04/set/2015 18:36

Ambrosetti: imprenditori più ottimisti ma pesa incognita Cina

Fatturato, occupazione e investimenti previsti in aumento

Ambrosetti: imprenditori più ottimisti ma pesa incognita Cina

Cernobbio (CO), 4 set. (askanews) - E' la crisi cinese, che rischia di mettere a repentaglio una crescita globale già fragile, la grande incognita per gli imprenditori riuniti a Cernobbio per la 41esima edizione del workshop Ambrosetti. Eppure si respira aria di ottimismo sulle rive del lago di Como dove domani sbarcherà per la prima volta il premier Matteo Renzi. Giro d'affari, occupazione e investimenti sono previsti in crescita, con numeri nettamente superiori rispetto al sondaggio dello scorso anno.

Più di un terzo (36,9%) dei manager presenti - è emerso dal consueto sondaggio Ambrosetti - prevede di chiudere il 2015 con una crescita del fatturato della propria azienda superiore al 10%. Erano solo il 19% la passata edizione. Buone prospettive anche sul fronte occupazionale: l'11% stima un aumento del proprio organico di oltre il 10% contro il 7,7% del 2014. Per il 42,5% degli imprenditori gli incrementi delle proprie forze lavoro comunque ci saranno, seppur contenuti sotto il 10%: quasi il doppio rispetto al 23,8% di un anno fa.

Secondo la metà dei partecipanti al forum (50,4%) la propria impresa ha fatto meglio dei concorrenti e addirittura il 19,4% ha risposto al sondaggio con "molto meglio". Lo scorso anno le percentuali erano rispettivamente pari al 45,1% e al 13,4%. Il clima di ottimismo spinge anche gli investimenti: il 16% ha risposto che per il 2016 aumenteranno di oltre il 20% rispetto alla media degli ultimi tre anni mentre un anno fa erano il 10%. Non solo: chi taglierà gli investimenti, e sono il 5,6%, lo farà entro il 10% mentre solo un anno fa quelli che dichiaravano di prevedere un taglio, anche oltre il 20%, erano il 13%.

Ma è la Cina il vero convitato di pietra dell'Ambrosetti. La crisi del gigante asiatico è di gran lunga la prima delle preoccupazioni degli imprenditori. Seguono i timori per la frenata dei Brics e solo molto dopo gli altri fattori di instabilità geo-politica, come l'Isis, la crisi in Medio Oriente e, per ultimo fanalino di coda, il dramma dei migranti.

Alla domanda su quali aree di crisi potessero impattare negativamente il proprio business, la bolla cinese e il rallentamento dei Paesi emergenti ha raccolto quasi due terzi delle risposte (61,4%), rispettivamente il 36,2% e il 25,2%. Il fondamentalismo islamico (7,9%), l'instabilità nelle regioni mediorientali (5,5%) e l'ondata migratoria (3,9%) preoccupa solo nel 17% circa dei casi. Caso a parte, infine, complice anche le sanzioni e l'embargo imposti, è la crisi russo-ucraina che spaventa quasi il 16% degli imprenditori.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Mps
Mps: Vigilanza Bce studia proroga fino a 31 gennaio
Banche
I 5 requisiti necessari a un eventuale "salva banche" con l'Esm
Banche
Ue multa Agricole, Hsbc e JPMorgan su cartello Euribor: 485 mln
L.Bilancio
L.Bilancio: Senato approva fiducia con 173 sì
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni