lunedì 23 gennaio | 20:23
pubblicato il 16/mag/2014 15:45

Alla Luiss Zacconi, il creatore di Candy Crush Saga

Nel 'mobile' i giochi portano il 90 per cento delle revenues

Alla Luiss Zacconi, il creatore di Candy Crush Saga

Roma (askanews) - In occasione del 18esimo Career Day Luiss "I giovani e il lavoro", l'università ha ospitato Riccardo Zacconi, l'ideatore del gioco Candy Crush Saga quotato in Borsa. Zacconi tornato nel suo ateneo ha ricordato le tappe della sua carriera lavorativa ed ha spiegato il peso che i giochi hanno nel settore mobile. "Il content numero uno sono i giochi, il 32% del tempo passato da ciascuna persona in America con il mobile phone oggi è con i giochi. In termini di revenues è circa il 90%, quindi è una realtà molto importante. Dopo di questo con il 17% ci sono i social networks". Zacconi ha incoraggiato i laureati e gli studenti a lavorare sulle loro capacità, dispensando alcuni preziosi consigli: "Entra bene nel team, che è fondamentale. Io passo più tempo al lavoro che non nelle altre cose, quindi è una gran parte della mia vita e voglio divertirmi e quindi le persone che voglio portare a bordo sono persone con le quali sto volentieri. Allora, cosa è importante lì: è importante che le persone pensino con la propria testa, innanzitutto. Io non voglio una persona che mi dice quello che già so e che mi dice sempre di sì, perché a quel punto non serve, a quel punto faccio io. Seconda cosa: una persona che è diretta e mi dice quello che pensa, nel senso che per fare un altro esempio odio le maggioranze: secondo me la maggioranza porta sempre al risultato minore, perché tutti quanti si mettono d'accordo e quindi il denominatore è più basso. Invece il modo in cui noi prendiamo decisioni se ci sono 9 persone che sono a favore e una contro, io voglio capire perché la persona che è contro non vota a favore. La mia tesi di base è una differenza di assumptions: una differenza di cose che io penso che possano succedere, ma non una differenza di logica. Quindi è importante che la persona pensi con la propria testa, che dica quello che pensa e che io mi possa fidare della persona, nel senso che, ad esempio, le email vengano mandate a duencentomila persone, ma si risolve direttamente se c'è un problema, quindi che ci sia un fit con il team anche da quel punto di vista".

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