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pubblicato il 01/ago/2014 20:05

Alitalia, Lupi annuncia data accordo ma per Etihad ci sono ancora nodi

(ASCA) - Roma, 1 ago 2014 - Ci sono ancora diversi punti da risolvere. Ennesima precisazione di Etihad nella trattativa con Alitalia, proprio mentre il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, annuncia che la firma dell'accordo e' stata fissata all'8 agosto prossimo. ''Mancano ancora alcuni dettagli sui quali mettersi d'accordo e sui quali si lavorera' tutta la prossima settimana - ha affermato il ministro -, ma e' stata fissata all'8 agosto la data per la firma''.

Quasi immediata e' arrivata la risposta della compagnia emiratina sotto forma di ''velina''. Fonti vicine ad Abu Dhabi, precisano che, pur procedendo nei negoziati, ''nessun impegno e' stato sottoscritto. Vi sono ancora diversi punti ancora da risovere''. Eppure la giornata di oggi, iniziata con il Cda dell'Alitalia, convocato per deliberare l'incremento di aumento di capitale fino a 300 milioni di euro e convocare l'assemblea chiamata a ratificare tale decisione, e' sembrata spianare la strada all'accrdo. Dopo circa quattro ore di riunione, infatti il Consiglio, come previsto, ha deliberato il provvedimento e convocato l'assemblea per l'8 agosto, lo stesso giorno in cui dovrebbe avvenire la firma di accordo tra Alitalia ed Etihad.

Mentre un'altra buona notizia e' stata data dall'amministratore delegato della compagnia italiana, Gabriele Del Torchio, annunciando che la risposta di Etihad e' arrivata al quartier generale dell'Alitalia nella nottata di ieri, ed e' positiva.''E' arrivata la risposta di Etihad - ha detto Del Torchio -. Dobbiamo fare degli approfondimenti, ma e' positiva.

Sono contento''. In particolare, gli emiri avrebbero risposto positivamente sia alla richiesta di una dilazione di tempo, dettata da questioni tecniche, sia alla documentazione fornita dall'Alitalia sulla nuova struttura societaria e in particolare sulla ''middle company'' e sull'aumento di capitale da 300 milioni di euro.

Ma gli approfindimenti non mancano, a iniziare proprio dalla struttura societaria delineata da Poste quale condizione per il suo investimento. La creazione di una ''middle company'' da frapporre tra la vecchia Cai e la nuova Alitalia. Del Torchio, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del Cda se cio' possa rappresentare un problema, ha risposto sibilinno che ''non e' un tema che riguarda Alitalia, ma e' un tema dei soci.

Stiamo comunque lavorando tutti in modo costruttivo''. E infatti ieri Atlantia in una nota aveva specificato che tale struttura e' ancora tutta da verificare, mentre oggi, nei conti di primo semestre, ha annunciato di aver svalutato la propria quota in Alitalia di 45 milioni. Bisognera' poi vedere quanti soci dell'attuale Cai sottoscriveranno l'aumento di capitale portato a 300 milioni. Air France aveva gia' annunciato di non voler aderire quando l'aumento era fermo a 250 milioni.

Il nodo sindacale invece non appare essere piu' tale, anche se la Uilt, che non ha firmato l'accordo sulla riduzione del costo del lavoro, mantiene il suo atteggiamento tattico, aspettando di vedere concretizzarsi l'accordo tra le due compagnie prima di rivedere la propria posizione. Intanto pero' sono state avviate dall'Alitalia Cai, come annunciano fonti sindacali, le procedure di mobilita' per 2.171 dipendenti della compagnia ex di bandiera e Air One, come previsto dall'accordo sugli esuberi del luglio scorso. Gli 80 dipendenti che mancano per arrivare alla cifra dei 2.251 esuberi ricavati dall'accordo quadro sugli esuberi del 12 luglio scorso sono personale gia' andato in pensione. In particolare, si tratta di 1.590 dipendenti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo per Alitalia. Vanno poi aggiunti i 35 dipendenti di terra di Air One. Ora, spiegano le fonti, come prevede la procedura prevista dalla legge 223, si aprira' il confronto con l'azienda che teoricamente dovrebbe durare 25 giorni, ma che probabilmente sara' piu' breve e al termine del quale verra' stilato un verbale di mancato accordo, vista la mancata adesione della Cgil all'accordo sugli esuberi. Dopodiche' il confronto si spostera' al ministero del Lavoro, dove ci saranno a disposizione un massimo di 35 giorni, anche se l'accordo quadro sugli esuberi prevede fino a 5 giorni di confronto, per arrivare a un verbale di accordo. A questo punto, si torna in sede aziendale dove verranno individuati coloro che non si opporranno all'uscita dall'azienda, accettando cosi' un incentivo all'uscita proposto dall'azienda di 10 mila euro lordi. Questa fase dovra' concludersi il 10 settembre prossimo. Per loro, le lettere di mobilita' partiranno il 15 settembre. Poi si aprira' una seconda fase per coloro che non accetteranno l'uscita volontaria.

sen/mau

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