martedì 21 febbraio | 02:37
pubblicato il 22/lug/2014 19:51

Alitalia: Caio incassa sostegno Cda su condizioni Poste per investimento

(ASCA) - Roma, 22 lug 2014 - A tre giorni dall'assemblea dell'Alitalia che dovra' varare un aumento di capitale da oltre 200 milioni per finalizzare l'alleanza con Etihad, Poste Italiane ribadisce le sue condizioni per partecipare all'investimento, ma con un elemento nuovo. L'amministratore delegato di Poste, Francesco Caio, artefice di questa nuova impostazione nei confronti dell'Alitalia, che, a quanto trapela, sta creando diversi problemi all'interno dell'azionariato della compagnia aerea, soprattutto tra i soci bancari, ha infatti ricevuto oggi il sostegno dell'intero Cda che, si legge in una nota, ''ha esaminato l'impostazione data da Poste Italiane alla partecipazione all'operazione Alitalia-Etihad condividendone la logica industriale e di mercato''.

Il Cda di Poste condivide quindi la necessita' espressa da Caio che ulteriori investimenti in Alitalia avvengano in un'ottica di mercato. Cio' vorrebbe quindi dire che Poste sarebbe pronta a investire solo nella nuova Alitalia, dove ci sono prospettive di un ritorno finanziario, lasciando in sospeso la questione dell'equity commitment, ovvero la dotazione all'attuale Alitalia Cai di risorse sufficienti ad affrontare eventuali pendenze legali, derivanti appunto dall'aumento di capitale che dovrebbe approvare l'assemblea dei soci di venerdi' prossimo. Sul fronte banche, oggi, e' l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni a parlare, lasciando trapelare un po' di incertezza per la situazione. ''Noi, come banche, abbiamo fatto quello che c'era stato chiesto, quello che e' stato negoziato e concordato e' sul tavolo - ha detto il banchiere -. Quindi noi abbiamo finito il nostro compito, vediamo cosa succedera', come le cose vanno avanti''. Intanto oggi si e' aperto il IX congresso della Uiltrasporti a Fiuggi. Il sindacato di categoria, dopo il ''no'' opposto alla firma sul nuovo contratto di settore e sull'accordo per la riduzione del costo del lavoro in Alitalia, appare ormai in rotta con l'attuale management della compagnia, definito dal segretario generale Claudio Tarlazzi, non all'altezza della situazione. Il caso Alitalia, ha detto il sindacalista dal palco di Fiuggi, ''e' il risultato drammatico dovuto ad una gestione condizionata da un management non all'altezza a cui si aggiunge la difficolta' di concorrere nel mercato domestico con regole che avvantaggiano ancora le compagnie straniere low-cost''.

Nessuna apertura del sindacato neanche sul contratto nazionale di settore, ''che - ha ribadito Tarlazzi - non deve tuttavia mortificare ed annullare le diverse specificita' che concorrono a determinare il complesso quadro del trasporto aereo; gli obiettivi di tutela del lavoro sono ampiamente condivisi, ma occorre definire regole che non introducano contraddizioni dannose per le lavoratrici e per i lavoratori che fanno parte della filiera''.

sen/

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