martedì 24 gennaio | 02:13
pubblicato il 16/lug/2014 13:07

Alitalia: Anpac-Avia-Anpav, contratto non danneggi piloti e assistenti

(ASCA) - Roma, 16 lug 2014 - ''Ieri notte la trattativa Alitalia si e' interrotta sul tema del contratto di lavoro.

Alitalia e' una compagnia aerea che opera in un sistema di regole complesse e specifiche per l'industria aeronautica, anche il contratto di lavoro deve quindi necessariamente contenere condizioni normative che si applicano esclusivamente al personale navigante. E' logico e naturale quindi che su queste parti specifiche del contratto di lavoro sia consentito ai pilotI e gli assistenti di volo a potersi esprimere votando e ratificando le clausole normative ed economiche che regolano la loro vita lavorativa''. Lo scrivono in una nota Anpac, Avia e Anpav, sottolineando di aver ''gia' dichiarato all'inizio di questa trattativa la loro piena disponibilita' a prolungare di tre anni la valenza dell'attuale contratto di lavoro di Alitalia per dare la stabilita' delle regole e la pace sociale richiesta da Etihad''. ''Oggi - aggiungono - ci troviamo di fronte al paradosso che alcune organizzazioni sindacali stanno esercitando pressioni sull'azienda perche' si sottoscriva con Assaereo, associazione datoriale di cui Alitalia e' unico socio, e con loro un contratto di lavoro definito ''nazionale'' marginalizzando dalla trattativa le associazioni sindacali di piloti e assistenti di volo''.

Anpac, Avia e Anpav considerano questa posizione ''un gravissimo attentato ai diritti del personale navigante di Alitalia che, con questa impostazione, sara' chiamato a pesantissimi sacrifici economici e normativi decisi di fatto da altri che non li rappresentano e che pretendono di sostituirsi ai sindacati democraticamente scelti dai lavoratori attraverso le loro deleghe''. ''Ricordiamo che i sacrifici economici richiesti per supportare l'operazione Alitalia-Etihad gravano per oltre l'80% su piloti ed assistenti di volo e non e' accettabile che proprio questi lavoratori vengano privati del diritto di potersi democraticamente esprimere sulle norme contrattuali di lavoro a loro applicabili'', concludono le sigle professionali.

red-gbt

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