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pubblicato il 07/nov/2013 17:32

Alitalia: Anpac, Anpav e Avia, piano 'stand alone' solo di tagli lineari

(ASCA) - Roma, 7 nov - Come si salva Alitalia ''se il piano di salvataggio e' fatto dagli stessi soggetti che l'hanno portata al fallimento?''. E' quanto si chiedono in un duro comunicato congiunto i presidenti di Anpac, Giovanni Galiotto, Anpav, Massimo Muccioli, ed Avia, Antonio Divietri.

I rappresentanti del personale di volo evidenziano come ''emergono i primi segnali della inadeguatezza del management'', in un percorso di ''tagli lineari, su occupazione e salari, acritici, equilibrati ed utili come amputazioni che non distinguano le parti sane da quelle infette''. ''Con l'intento di ridurre costi per 100 milioni e galleggiare 10 mesi, si vogliono licenziare oltre 2.000 dipendenti ed abbassare del 20% tutti i salari, con effetti domino moltiplicati per aeroporti ed indotto - prosegue la nota congiunta -. Il Governo aveva chiesto discontinuita' nella governance ed un partner internazionale credibile, oggi abbiamo l'esatto contrario: la vecchia dirigenza che prepara un piano 'stand alone''' .

Non basta, ''perche' contestualmente Alitalia rifiuta anche la richiesta di Air France di una due diligence legale finanziaria e contabile, sull'elaborazione di una struttura del capitale e del debito sostenibile, comprensibile ma preoccupante''. Per Anpac, Anpav ed Avia ''lo Stato aveva consegnato a questi signori una azienda sana, pagata con il sacrificio di migliaia di lavoratori espulsi; per anni ha goduto di condizioni inimmaginabili ed e' riuscita a perdere piu' denaro della vecchia Alitalia con la meta' del personale e degli aerei''. ''Gioverebbe una inchiesta che portasse alla luce quegli enti o persone fisiche che hanno tratto vantaggio in questa vicenda. Noi conosciamo chi ha perso: cittadini e lavoratori'', aggiungono Galiotto, Muccioli e Divietri.

Alla luce di quanto avvenuto le associazioni che sottoscrivono il documento si chiedono se '' non sia il caso di dare completa applicazione a quanto previsto dall'articolo 43 della Costituzione: ai fini di utilita' generale la legge puo' riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunita' di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale''. red-gbt

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