giovedì 08 dicembre | 11:42
pubblicato il 08/ago/2014 20:25

Alitalia: accordo fatto con Etihad. Per Hogan sara' una compagnia sexy

Previsto un ritorno all'utile per la compagnia italiana nel 2017 e piu' rotte intercontinentali. (ASCA) - Roma, 8 ago 2014 - Dopo innumerevoli settimane decisive per l'Alitalia, alla fine l'accordo con Etihad e' arrivato. Nel pomeriggio, l'amministratore delegato dell'Alitalia e il suo collega di Etihad, hanno firmato in un albergo di Roma, il contratto che dara' vita a una nuova compagnia che sara' partecipata al 49% dal vettore di Abu Dhabi e che sara' controllata da soci italiani tramite una ''middle company'', voluta da Poste italiane come condizione per poter effettuare il proprio investimento da 75 milioni di euro. L'accordo prevede un investimento totale di 1,758 miliardi di euro, di cui 560 milioni di investimento da parte di Etihad, altri 300 milioni derivanti dall'aumento di capitale dei soci italiani approvato oggi dall'assemblea straordinaria dell'Alitalia, 598 milioni di ristrutturazione del debito a medio e breve termine e altri 300 milioni derivanti dall'apertura di nuove linee di credito. Per quanto riguarda i soci italiani, i 300 milioni di aumento di capitale, a parte i 75 milioni di Poste, verranno ripartiti in 88 milioni da Intesa SanPaolo, 63,5 milioni da Unicredit, 51 milioni da Atlantia, 10 milioni da Immsi, ovvero dal presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, 10 milioni da Pirelli e altri 2,5 milioni da Gavio. Per la nuova Alitalia e' previsto il ritorno all'utile nel 2017, con piu' rotte internazionali e una razionalizzazione sul domestico. L'aeroporto di Roma Fiumicino diventera' un hub internazionale, mentre i voli a lungo raggio da Milano Malpensa verranno piu' che raddoppiati. L'investimento di Etihad pari appunto a 560 milioni di euro, consistera' in iniezioni di liquidita', acquisti di asset e altre linee e accordi di finanziamento finalizzati alla ristrutturazione del bilancio della compagnia aerea. Etihad acquisira' la quota nella nuova Alitalia del 49%, con un investimento di 387,5 milioni di euro. L'investimento complessivo comprende anche 112,5 milioni di euro per l'acquisizione di una quota del 75% di Alitalia Loyalty SPV, il programma fedelta' della compagnia di bandiera, e prevede l'acquisto da parte di Etihad Airways di cinque coppie di slot nell'aeroporto londinese di Heathrow per un valore di 60 milioni di euro. Le coppie di slot saranno quindi riaffittate ad Alitalia a condizioni di mercato. Il completamento della transazione e' atteso entro il 31 dicembre 2014.

Eppure la certezza dell'intesa la si e' avuta solo pochi minuti prima della firma ufficiale, prova ne e' anche il fatto che gli inviti alla conferenza stampa seguita alla cerimonia sono stati inviati poco meno di due ore prima dall'inizio. Alla conferenza stampa, gremita di giornalisti e introdotta dalla ''madrina'' Roberta Capua, Hogan ha spiegato di volere un'Alitalia ''piu' forte'' e ''sexy''. ''Vogliamo rilanciare il brand - ha detto Hogan - e rendere Alitalia piu' 'sexy'. Sicuramente sara' un'azienda diversa, ma non vogliamo cambiare tutto, ma renderla piu' stabile''. I primi frutti si inizieranno a vedere gia' dai primi tre mesi dell'anno prossimo. La nuova compagnia, ha poi assicurato Hogan, sara' gestita dal suo management perche' ''per me e' importante che l'accordo funzioni. La questione chiave e' che ci sia una 'road map', una visione, che la vecchia Alitalia sia passata''.

Soddisfazione e' stata espressa anche dal presidente dell'Alitalia, Roberto Colaninno, per il quale ''si e' concluso oggi un affare molto difficile, ma non impossibile''.

Un plauso e' arrivato anche dal Governo. ''Ce l'abbiamo fatta. Ci abbiamo sempre creduto da 8 mesi'', ha commentato il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che indirettamente ha confermato che gli accordi di lock up tra i soci italiani ed Etihad sono scesi a tre anni.

Di accordo importante infine parlano anche i sindacati.

Per il segretaril generale della Cgil, Susanna Cammusso, ''si tratta di un accordo molto importante poiche' sorregge, finalmente, un piano industriale e una idea di sviluppo intercontinentale della compagnia. Si fa adesso quello che si sarebbe dovuto fare nel 2009''.

Sen/

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