venerdì 20 gennaio | 23:36
pubblicato il 10/giu/2014 21:53

Alimentare: fatturato 2013 +2% a 14 miliardi per le imprese Aiipa

Ponti: "Per il made in Italy superare le posizioni delle lobby"

Alimentare: fatturato 2013 +2% a 14 miliardi per le imprese Aiipa

Milano (askanews) - Con i suoi 14 miliardi di euro di fatturato nel 2013, in crescita del 2 per cento sull'anno precedente, le aziende che fanno capo all'Aiipa - l'Associazione italiana industrie prodotti alimentari - archiviano con un sospiro di soddisfazione un anno a rischio. L'intera filiera dell'alimentare infatti ha segnato nell'anno una perdita del 3,1 per cento per quanto riguarda i consumi.E' quanto è emerso nel corso dell'assemblea annuale del'associazione che raggruppa il comparto che va dai prodotti surgelati agli alimenti per l'infanzia, dal miele alle salse ai succhi di frutta e alle tisane. Cesare Ponti, presidente Aiipa."All'interno dell'Aiipa i punti di forza sono soprattutto il fatto che sono aziende che valorizzano il territorio o che hanno conquistato immagine, come il caffè a livello internazionale"Tra le principali criticità che il settore deve fronteggiare in un contesto che resta difficile c'è il tema del "made in..", un argomento delicato che non può restare imprigionato tra gli integralismi più rigidi, che metterebbero il nostro Paese fuori dal mercato, e le aperture più indiscriminate a solo danno dei consumatori e della produzione di qualità."In realtà l'Italia è un paese molto specializzato su prodotti legati al territorio, ma anche su prodotti che vengono importati ma valorizzati per la tecnologia e la lavorazione italiana. Per esempio il pomodoro è un prodotto tipicamente di filiera e quindi è opportuno un discorso di valorizzazione di filiera integrale, mentre il caffè viene dagli altri Paesi, ma l'Italia è riuscita a fare una valorizzazione che nessun altro al mondo ha fatto. Tant'è che il caffè è italiano".A fronte di queste complessità dunque Aiipa auspica che il "made in..." per l'alimentare venga risolto affrontando il problema delle diverse categorie merceologiche e all'interno di un quadro normativo europeo uguale per tutti. E l'aspettativa è che con il semestre di presidenza italiana questo auspicio possa diventarare realtà.

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