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pubblicato il 08/set/2012 17:31

Alcoa/ Sale la tensione, Passera: non ci sono acquirenti

Lunedì 500 operai a Roma al Mse, tavolo governo-azienda-sindacati

Alcoa/ Sale la tensione, Passera: non ci sono acquirenti

Roma, 8 set. (askanews) - Sale la tensione sul caso Alcoa. Il ritrovamento di un falso ordigno di otto candelotti vicino a un traliccio dello stabilimento sardo, a Portovesme, ha fatto alzare il livello di guardia sulla protesta dei 500 operai della multinazionale Usa dell'alluminio. Lunedì mattina i lavoratori saranno a Roma davanti al ministero dello Sviluppo economico dove si terrà un nuovo tavolo tra azienda, governo, enti locali e sindacati per cercare di trovare una via d'uscita alla vertenza, che si preannuncia difficile, e scongiurare la chiusura dello stabilimento dove sono già partite le procedure di spegnimento. Al Mse sono attesi 500 operai che 'sbarcheranno' a Civitavecchia già alle 6 di mattina. Al momento acquirenti per l'Alcoa di Portovesme non ce ne sono. Sul tavolo solo vaghe disponibilità dalla svizzera Glencore e dal gruppo Klesh che non si sono tradotte finora in vere e proprie manifestazioni di interesse per aprire una trattativa. La partita è dunque, a questo punto, tutta nelle mani dell'esecutivo. Il ministro Passera, che non ha nascosto anche nei giorni scorsi le difficoltà del caso, ha ribadito oggi che "non ci sono imprenditori disposti a farsi carico di questa azienda". Tuttavia il governo si "impegnerà a cercare candidati eventuali ma nello stesso tempo - ha detto il ministro - bisogna avere il coraggio di ripensare anche ad altre alternative". Ha provato a rassicurare Claudio De Vincenti. "Il governo sta lavorando per trovare soluzioni", ha detto il sottosegretario impegnato in prima persona nella partita e secondo cui c'è "lo spazio per riprendere il negoziato" tra Klesch e Glencore con Alcoa. Passera e De Vincenti lunedì saranno chiamati a gestire un tavolo molto delicato, anche perchè il livello mediatico sullo stabilimento sardo si è molto alzato, dopo la protesta di tre operai saliti su un silo per giorni e costretti a scendere per il malore di uno e dopo il falso ordigno trovato vicino allo stabilimento. Alcoa ha ribadito che nessuna nuova manifestazione di interesse è arrivata. Per tanto, come previsto dall'accordo di marzo scorso, se entro il 31 agosto non ci fosse stato un acquirente sarebbero iniziate le procedure per la chiusura a fine anno, come di fatto sta avvenendo anche se lo spegnimento delle celle dell'impianto ha subito un rallentamento proprio in vista del tavolo di lunedì. Glencore è ferma sulla sua posizione: ha inviato una lettera al governo per chiedere garanzie. Il nodo principale per l'azienda svizzera è il costo dell'energia. Glencore, spiegano fonti sindacali, accetterebbe anche gli attuali livelli di prezzo, a 35 euro a Mgwh, ottenuti grazie a dei meccanismi incentivati, ma chiede che il governo metta nero su bianco il prezzo e che glielo assicuri per un certo numero di anni, garanzie che finora l'esecutivo non ha formalizzato. Anche il governatore della regione Sardegna, Ugo Cappellacci, si è detto pronto a fare la propria parte per gli investimenti in infrastrutture. Nella partita anche il gruppo svizzero Klesh, 'vecchio' pretendente con cui tuttavia la trattativa si era arenata a luglio scorso perchè le condizioni chieste per la fornitura di energia erano insostenibili. Klesh al momento ha semlicemente reiterato la sua disponibilità ad Alcoa ma non ha ufficializzato una manifestazione di interesse.

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