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pubblicato il 12/ott/2015 17:17

Al via Ipo di Poste, Caio: riapre stagione delle privatizzazioni

Il debutto sul listino di Piazza Affari il 26-27 ottobre

Al via Ipo di Poste, Caio: riapre stagione delle privatizzazioni

Milano, (askanews) - Poste Italiane fa il suo ingresso in Borsa. E' partito da Palazzo Mezzanotte, a Milano, infatti, il road show per l'Offerta pubblica di vendita che porterà la società, attualmente controllata al 100% dal Tesoro, sul listino di Piazza Affari. Francesco Caio, amministratore delegato di Poste.

"Abbiamo avviato ufficialmente la collocazione del 40% di Poste Italiane, l'abbiamo fatto col nostro azionista, il governo che ha deciso con questa operazione di riaprire la stagione delle privatizzazioni".

Lo sbarco di Poste a Piazza Affari segna per l'Italia l'inizio di una nuova stagione:

"Sicuramente il governo guarda a questa privatizzazione come l'avvio di una nuova stagione di un programma di riforme strutturali e di rilancio del Paese che trova anche nell'Ipo di Poste una prova evidente della loro volontà di andare avanti".

Con questa operazione Poste porta sul mercato fino al 38,2% del capitale, con una offerta per il 30% riservata a dipendenti e investitori italiani e il restante 70% agli investitori istituzionali. La forchetta di prezzo di ogni singola azione, fissata tra i 6 e i 7,5 euro, valorizza indicativamente la società tra i 7,8 e 9,8 miliardi di euro. Ma quali sono i punti di forza di questa azienda che si appresta a sbarcare sul mercato.

"Direi sia punti di forza tradizionali, penso al marchio, alla rete dei nostri uffici penso alla rete dei portalettere, quindi questa vicinanza al mercato dei cittadini che rende molto caratteristica poste italiane ma anche punti di forza più prospettici: la capacità di innovare, di digitalizzare i nostri prodotti ma rendendoli semplici per i cittadini. Questa combinazione di tradizione, di crescita e di sviluppo rende la nostra azienda una buona piattaforma".

Per la presidente, Luisa Todini, con la quotazione Poste porta in Borsa la sua storia ma soprattutto si proietta verso il futuro

"Per il Paese rappresenta una azienda che nasce nel 1862 che ha oltre 150 anni di storia e attraverso il mercato valorizza questa storia con un grande posizionamento verso il futuro. E il futuro è la vicinanza ai bisogni dei clienti che in questi decenni abbiamo intercettato sempre meglio e che oggi sono rappresentati dai 33milioni di clienti che ci hanno dato fiducia e ci auguriamo possano cogliere questo momento in questa fase importante di mercato".

L'offerta pubblica partita 12 ottobre si chiude il 22, mentre per l'avvio delle negoziazioni bisogna aspettare l'inizio della settimana successiva, il 26 o il 27 ottobre, come ha precisato Caio confermando il piano di 8mila assunzioni della società entro il 2020.

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