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pubblicato il 17/gen/2013 18:57

Aeroporti/Roma: GroundCare, mobilita' per 220 dipendenti ex Flight Care

(ASCA) - Roma, 17 gen - Richiesta di mobilita' per circa 220 dipendenti ex Flight Care, con oltre 400 addetti della societa' di handling operante su Fiumicino e Ciampino gia' in cassa integrazione. E' la situazione descritta oggi a Roma, in una conferenza stampa, dall'ing. Roberto Sartori, presidente e amministratore unico di GroundCare, handler nato 120 giorni fa dalla fusione di Globe Ground Italia Spa e appunto Flight Care Italia, societa' per azioni del gruppo spagnolo Versia. ''Nel 2006 Flight Care Italia fatturava 70 milioni di euro con mille addetti - ha spiegato Sartori - nel 2012 il fatturato e' sceso a 42 milioni di euro con 1200 dipendenti.

Uno squilibrio non sostenibile''. Per Sartori, gia' responsabile di Globe Ground Italia, societa' che opera dagli anni '90 sempre nel settore dell'handling negli aeroporti di Linate e Malpensa, si e' arrivati a questo squilibrio per diversi fattori: in primis il mancato rispetto della cosiddetta ''clausola sociale'', quella cioe' che dovrebbe vedere il travaso di lavoratori da una societa' ad un'altra nel caso di cambiamento di provider di servizi da parte di una compagnia aerea.

La liberalizzazione nel comparto ha portato, ad esempio, solo a Fiumicino la presenza di 6 societa' di assistenza a terra. Troppe per Sartori, con il risultato che le tariffe sono scese ben oltre i livelli dettati dalla logica concorrenza e i vettori ne hanno subito approfittato.

L'esempio secondo Sartori e' Lufthansa: Globe Ground, oggi GroundCare, era nata proprio dallo scorporo delle attivita' di terra di Lufthansa in Italia, acquisita nel 2006 da un gruppo di imprenditori lombardi, tra cui la famiglia Sartori.

Il nuovo handler aveva cosi' partecipato con Lufthansa alla creazione del progetto della filiale italiana della compagnia tedesca, fatturando dal 2009 al 2011, 20 milioni di euro con 250 dipendenti e aprendo dal 2009 alle attivita' di full handling anche a Fiumicino. La fine del progetto Italia, cosi' come la scelta di Lufthansa di stipulare contratti meno costosi con altri handlers (Aviapartner su Milano e Aviation Services a Roma) ha determinato, senza l'applicazione della clausola sociale, una sovraesposizione sul fronte del personale per Flight Care a Roma e anche per Globe Ground (la cui holding controlla anche Adiuva attiva anche nel settore aviazione generale su Genova attraverso la controllata CGA).

Solo il cambio di partner fatto da Lufthansa su Fiumicino, per Sartori ha significato 190 lavoratori a rischio, ed oggi con richiesta di mobilita', non travasati nella struttura che ha stretto la commessa con il vettore tedesco. Da segnalare che sia Flight Care sia Globe Ground, e adesso GroundCare, hanno una preminenza di lavoratori a tempo indeterminato, piu' di 900, non compatibili secondo l'azienda con le tariffe attualmente di mercato che prevederebbero invece l'uso in forze di lavoratori a tempo determinato se non stagionali.

Peraltro, anche per le nuove norme sul mercato del lavoro stanno creando difficolta' per la risoluzione della vicenda: il ministero infatti ha rimandato il tutto alla Regione Lazio, e la Regione Lazio dice di attendere indicazioni in merito dal ministero. Il piano di riorganizzazione aziendale e' comunque, a detta dei vertici, volto al rilancio: ''Siamo sbarcati a Fiumicino convinti che in 3-5 anni il business possa crescere, attualmente pero' c'e' traffico piatto e la clausola sociale, non applicata, crea solo disoccupazione. Ma puntiamo, anche in virtu' della convenzione-contratto di programma di AdR, alle potenzialita' derivanti allo sviluppo dello scalo ed anche di Ciampino, dove per esempio nel settore aviazione generale contiamo di aprire attivita' di manutenzione, adesso mancanti, come gia' facciamo a Genova''.

L'invito ad AdR pero' e' ad una maggiore attenzione alle tariffe applicate agli handlers, per Sartori alte e penalizzanti a fronte di una competizione fortissima tra i player presenti. ''Su questo - ha concluso - abbiamo gia' avviato un confronto con Aeroporti di Roma. Per noi i costi vanno scaricati sulle compagnie aeree, non su chi fa i servizi di terra. Noi paghiamo, e veniamo pagati, ad aeromobile, se poi e' pieno o e' vuoto non c'e' differenza.

Invece la differenza per la compagnia aerea c'e'''.

ap/sat

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