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pubblicato il 27/ago/2013 17:33

Aeroporti: Save-Catullo, il Nord-Est lancia la sfida a Milano e Roma

Aeroporti: Save-Catullo, il Nord-Est lancia la sfida a Milano e Roma

(ASCA) - Roma, 27 ago - Il Nord-Est dopo esser divenuto il ''motore'' economico dell'Italia punta ora a far massa critica nel trasporto aereo lanciando la sfida agli scali di Milano e Roma e lo fa guardando al modello Londra. L'idea di base parte dalla constatazione che il Nord Italia, al 2040 sviluppera', secondo le proiezioni Icao/Iata, un traffico di circa 165 milioni passeggeri. L'attuale sistema aeroportuale (escluso Brescia) e' in grado di gestire fino a 100 milioni di passeggeri. ''Questo determina - si legge in uno studio elaborato dall'aeroporto di Verona - un deficit di circa 65 milioni di passeggeri che non potrebbero essere gestiti generando un danno al sistema Paese. Il progetto del sistema del Nord Est si candiderebbe a colmare in parte questo deficit di capacita' diventando anche un progetto Paese''. La Catullo Spa, la societa' che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia ha infatti accettato di avviare trattative in esclusiva con Save, la societa' degli aeroporti di Venezia e Treviso, per la cessione di un pacchetto del 35% del capitale. ''Lo sviluppo di un sistema integrato di aeroporti nel Nord Est Italia - si legge infatti nella nota al termine dell'assemblea - e' destinato ad assumere un rilievo strategico per l'area e l'intero Paese, per lo sviluppo del trasporto aereo e per la sua stessa economia''. A nulla e' servita la mossa della Societa' Sacbo che gestisce Orio al Serio, di entrare in partita.

L'Italia - come Gran Bretagna e Francia - sottolinea lo studio - ha 2 sistemi aeroportuali ufficialmente riconosciuti (Roma e Milano) e 2 di fatto costituiti negli ultimi anni (Venezia/Treviso e Verona/Brescia dopo il rilascio della concessione a Brescia in capo alla Catullo Spa), ma non riconosciuti in sede Enac/europea. Mentre in Asia, i sistemi multi-aeroportuali si sono evoluti attraverso la costruzione di nuovi aeroporti ad alta capacita', per far fronte ad una forte crescita di traffico vista la mancanza di aeroporti secondari in disuso, prosegue lo studio, in Europa, invece, l'utilizzo di aeroporti regionali e' e sara' una chiave per soddisfare la domanda futura.

Per tale motivo, prosegue l'aeroporto di Verona, ''il progetto di sviluppo del 'Sistema Aeroportuale del Nord Est' si pone in linea con le piu' moderne strategie del trasporto aereo a livello europeo e risponderebbe alle esigenze del trasporto aereo sia dell'area su cui esso gravita che del Sistema Paese''.

Dal punto di vista dello sviluppo potenziale, l'aeroporto di Verona parte dalla considerazione che il Nord-Est presenta un Pil pro capite di 30 mila euro, tra i piu' alti d'Europa e quasi il 20% piu' alto della media europea e un bacino di uetnza con piu' di 15 milioni di abitanti, paragonabile ai maggiori sistemi aeroportuali europei. Un sistema export secondo solo a quello della Germania e infrastrutture di livello europeo.

Il sistema, secondo il progetto, avrebbe modalita' operative del tutto simile al modello londinese con la specializzazione degli aeroporti in funzione della componente di traffico. In questo modo Venezia avrebbe il ruolo di aeroporto che garantirebbe importanti collegamenti europei e intercontinentali; Verona opererebbe con il ruolo di soddisfare le esigenze del territorio del Nord Est in termini di collegamenti nazionali ed europei, non trascurando la componente charter che ormai da decenni opera con successo; Treviso sarebbe dedicato ad una offerta low cost; Brescia continuera' ad operare nel campo delle merci - nel breve termine - garantendo l'apertura di collegamenti con i nuovi mercati emergenti mentre nel medio/lungo termine avra' un importante ruolo nel settore passeggeri, considerando che sara' il terzo aeroporto ad avere una fermata dell'Alta Velocita' all'interno del sedime aeroportuale. sen/sat

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