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pubblicato il 21/feb/2013 12:22

Abi: Patuelli, sistema credito forza trainante per sviluppo paese

Abi: Patuelli, sistema credito forza trainante per sviluppo paese

(ASCA) - Roma, 21 feb - Mai come in questo momento, l'Abi vuole essere e vuole farsi percepire come ''forza trainante del settore bancario e finanziario, al servizio degli Associati per lo sviluppo del Paese'', al fine di affermare l'insostituibile ruolo che le imprese bancarie italiane hanno da sempre svolto. Il Programma di Presidenza per il biennio 2012-2014 e' costruito in continuita' con il precedente Programma (biennio 2010-2012) e si sviluppa sui risultati raggiunti e tenendo conto dei rilevanti mutamenti di contesto occorsi sia all'esterno sia all'interno dell'Associazione. L'orizzonte temporale fino al 2014 sara' caratterizzato da inevitabili modifiche della Governance a livello europeo, dal persistere di un ciclo economico recessivo o comunque di sostanziale stagnazione, dall'entrata in vigore di numerose normative che incideranno sul modo di fare banca, da condizioni reddituali particolarmente tese per le imprese bancarie.

Il futuro dell'Unione europea, e con essa del nostro Paese,si legge nel programma presentato da Antonio Patuelli, sara' fortemente condizionato dalla capacita' di definire un insieme bilanciato di regole che proseguano sulla strada di ulteriori devoluzioni di sovranita' a favore delle Istituzioni Europee, che assicurino una maggiore stabilita' del sistema finanziario e che contribuiscano al recupero della crescita e alla salvaguardia dell'occupazione. Per Patuelli in questo contesto il massimo sforzo dovra' essere concentrato sul ''far comprendere il ruolo centrale che le banche commerciali, quali quelle italiane, svolgono a supporto delle imprese e delle famiglie, specie nell'Europa continentale, evidenziando il rischio che tale ruolo possa essere compromesso da regole non adeguatamente valutate nei loro effetti complessivi''. Servono per il neo presidente dell'Abi ''efficaci modifiche regolamentari strutturali, volte al conseguimento di una piena armonizzazione tra Paesi europei delle regole e delle prassi di vigilanza bancaria, determinerebbero, invece, un mutamento del quadro con un contestuale miglioramento della performance del settore e delle condizioni di accesso al credito per famiglie ed imprese''.

ram

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